{"id":2720,"date":"2022-01-26T02:00:59","date_gmt":"2022-01-26T02:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/eduardomissoni.info\/?page_id=2720"},"modified":"2022-01-26T02:09:59","modified_gmt":"2022-01-26T02:09:59","slug":"comunicato-stampa-perche-mi-sono-dimesso-dallincarico-di-presidente-del-gruppo-sanita-del-g8","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?page_id=2720","title":{"rendered":"Comunicato Stampa &#8211; Perch\u00e9 mi sono dimesso dall\u2019incarico di Presidente del gruppo sanit\u00e0 del G8"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Eduardo Missoni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio dell\u2019anno per la Presidenza italiana del G8, mi \u00e8 stato conferito l&#8217;incarico di presiedere il gruppo di esperti sanitari dei paesi membri chiamati a metter a punto la \u201cagenda salute\u201d del vertice di Genova.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019elaborazione della proposta in tema di sanit\u00e0 che la Presidenza italiana ha diffuso in questi giorni ai suoi partner \u00e8 avvenuta in gran segreto senza alcun coinvolgimento mio, n\u00e9 -per quel che ne so- del Ministero della Sanit\u00e0 ed \u00e8 infatti in aperta contraddizione con le posizioni che l\u2019Italia ha anche recentemente assunto in seno alla OMS. Non prende&nbsp; in considerazione le obiezioni&nbsp; sollevate all\u2019interno del gruppo degli esperti G8 riunitosi a marzo a Roma sotto la mia presidenza, n\u00e9 quelle provenienti da ampi settori della societ\u00e0 civile ed esperti del settore, sulle anticipazioni relative alla costituzione di un <em>Trust Fund<\/em> presso la Banca Mondiale e l\u2019invito alle grandi multinazionali a contribuire con 500 mila dollari ciascuna, contenute nel documento <em>\u201cBeyond debt relief\u201d<\/em>&nbsp; elaborato autonomamente dal Ministero del Tesoro e presentato al G7 dei ministri finanziari a Palermo nel febbraio scorso.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi la proposta della Presidenza italiana al G8 per la costituzione di un <em>\u201cGenova Trust Fund for Health Care\u201d<\/em>, pur facendo eco ad analoghe elaborazioni di altri paesi (Regno Unito e Canada) ancora soggette a valutazione, rappresenta l\u2019elaborato isolato di alcuni burocrati ministeriali, e non il risultato della collaborazione interistituzionale, dell\u2019approfondimento tecnico e &#8211; a mio modo di vedere &#8211; di un pi\u00f9 aperto confronto con la societ\u00e0 civile, dai quali essa sarebbe dovuta emergere.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella proposta, \u00e8 ingannevole e manca di qualsiasi evidenza circa l\u2019adeguatezza rispetto agli obiettivi dichiarati. Presentata dai media (a partire dal Venerd\u00ec di Repubblica) come un pi\u00f9 che condivisibile&nbsp; appello a destinare pi\u00f9 fondi al controllo delle malattie che flagellano l\u2019Africa, nasconde in realt\u00e0 il mancato rispetto degli impegni da tempo assunti per portare l\u2019Aiuto Pubblico allo Sviluppo allo 0,7% del PIL (fermo per l\u2019Italia allo 0,15%), favorisce piuttosto le grandi multinazionali del farmaco, limita la partecipazione dei Paesi poveri al processo di decisione globale, delegittima il sistema della Nazioni Unite e promuove il rilancio della Banca Mondiale (e del suo approccio economicista) come gestore della sanit\u00e0 mondiale, trascurando le responsabilit\u00e0 della stessa Banca nell\u2019attuale stato di devastazione delle popolazioni africane.<\/p>\n\n\n\n<p>Stabilire il principio \u2013 come fa la proposta della Presidenza italiana \u2013 che \u201cchi mette a disposizione i fondi \u2013 per esempio una multinazionale che sulla salute ci specula &#8211; deve avere la responsabilit\u00e0 del governo\u201d di un Fondo mondiale per la salute, a parte l\u2019evidente conflitto di interessi, equivale a proporre che un mecenate, magari un boss mafioso, che per ipotesi finanziasse una parte delle spese dello Stato, dovrebbe sedere in Consiglio dei Ministri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ridurre l\u2019impegno dei G8 in tema di salute alla sola costituzione di un ulteriore Fondo, con un invito alle multinazionali ad un risibile contributo \u2013 millesimale rispetto ai profitti e certamente inferiore alle spese necessarie per ottenere un\u2019analoga visibilit\u00e0 attraverso la pubblicit\u00e0 &#8211;&nbsp; svilisce il ruolo che l\u2019Italia avrebbe potuto avere in quest\u2019occasione nel promuovere il consolidamento della &#8220;agenda salute&#8221;. Prima dell\u2019intervento censorio, offensivo ed autoritario della burocrazia di Palazzo, i termini di riferimento proposti suggerivano tra l&#8217;altro: di accentuare il ruolo della societ\u00e0 civile; di individuare la salute come un fine stesso dello sviluppo e non mero strumento di crescita economica, rivedendo le \u201cricette\u201d dello sviluppo fin qui imposte ai PVS; di attuare strategie per la riduzione dei prezzi dei farmaci e favorire la produzione locale;&nbsp; promuovere l\u2019accesso universale ai servizi sanitari delle popolazioni nei PVS, attraverso il sostegno allo sviluppo dei loro sistemi sanitari. Ma quel che si vuole \u00e8 probabilmente un\u2019operazione d\u2019immagine, non la soluzione di problemi la cui complessit\u00e0 richiede ben altro impegno.<\/p>\n\n\n\n<p>Da oltre vent\u2019anni sono impegnato nella promozione dello sviluppo e della salute pubblica, da sempre il mio lavoro si ispira all\u2019etica della responsabilit\u00e0. Credevo di poter dare un contributo perch\u00e9 l\u2019Italia \u2013 almeno in tema di salute \u2013 si facesse portavoce tra i G8 di un nuovo approccio allo sviluppo, rischio invece di offrire il paravento della mia credibilit\u00e0 ad un\u2019operazione che per quanto i media possano essere indotti a presentarla come un concorso di solidariet\u00e0, va ormai nella direzione opposta. Per questo mi sono dimesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eduardo Missoni All\u2019inizio dell\u2019anno per la Presidenza italiana del G8, mi \u00e8 stato conferito l&#8217;incarico di presiedere il gruppo di esperti sanitari dei paesi membri chiamati a metter a punto la \u201cagenda salute\u201d del vertice di Genova. 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