{"id":3119,"date":"2024-05-18T12:05:45","date_gmt":"2024-05-18T12:05:45","guid":{"rendered":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?page_id=3119"},"modified":"2024-10-13T10:31:26","modified_gmt":"2024-10-13T10:31:26","slug":"recensioni-dialogo-sullo-scautismo-pedagogia-e-organizzazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?page_id=3119","title":{"rendered":"Recensioni &#8220;Dialogo sullo Scautismo. Pedagogia e organizzazione&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Recensione &#8211; Prof. Antonio Aiello<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere il profondo significato dell&#8217;opera &#8220;Dialogo sullo scautismo &#8211; Pedagogia e organizzazione&#8221; di Eduardo Missoni e Dominique B\u00e9nard bisogna forse partire proprio dalla fine e in particolare dalla domanda &#8220;Come si pu\u00f2 parlare di movimento scout se non si \u00e8 all&#8217;altezza dell&#8217;etica scout?&#8221; e dall&#8217;altra relativa a &#8220;come costruire, in prospettiva, il futuro dello scoutismo attualizzandone il messaggio alla luce di quella che \u00e8 la societ\u00e0 contemporanea&#8221;. L&#8217;opera, quadripartita, analizza diversi aspetti di un&#8217;unica questione di base, quindi: cosa significhi essere scout oggi e come divulgare il messaggio scout ai giorni nostri. La forma scelta \u00e8 quella dialogica che pi\u00f9 di ogni altra riesce a meglio divulgare i contenuti e le tematiche trattate (ricordiamo che gi\u00e0 Platone prefer\u00ec divulgare il proprio pensiero in scritti di forma proprio dialogica) anche a chi scout non \u00e8 ma vuole comunque accingersi a conoscere tale movimento che gi\u00e0 nelle intenzioni del suo inventore, il barone inglese Robert Baden-Powell, si poneva il dichiarato intento di lasciare il mondo migliore rispetto a come lo abbiamo trovato: in armonia con s\u00e9 stessi intanto, con gli altri quindi, con l&#8217;ambiente e la natura infine (&#8230;) Ci\u00f2 pu\u00f2 essere realizzato solo attraverso un paradosso: distribuire noi per primi la felicit\u00e0 se vogliamo che questa ci ritorni di riflesso&#8221;. Attraverso un ampio tracciato diacronico ed un accurato excursus della vita personale dei due protagonisti che procede in parallelo alle evoluzioni che nel corso del tempo anche il mondo scout ha fisiologicamente vissuto, aprendosi sempre pi\u00f9 ad una dimensione non individuale, o peggio individualistica, della felicit\u00e0 ma improntata a condivisione, l&#8217;opera si caratterizza per la scelta di un lessico scelto, s\u00ec, ma che non eccede in tecnicismi rendendola cos\u00ec ampiamente fruibile. Il sottotitolo &#8220;Pedagogia e organizzazione&#8221; allude, dal canto suo, al metodo di divulgazione della cultura scout: e si badi che il secondo dei due termini del binomio non allude certo ad una &#8220;organizzazione&#8221; definitiva, strutturata una volta per tutte e che non lascia spazio al cambiamento ma, al contrario, ad un opus in fieri, un work in progress che nell&#8217;istante stesso in cui definisce contesti e modalit\u00e0 operative (ri)definisce al contempo anche s\u00e9 stessa sempre nel tentativo di individuare linee guida condivise. Ed ecco l&#8217;importanza non solo di convegni, riunioni, congressi, governance, comitati e conferenze ma pi\u00f9 in generale di tutte quelle strutture-ponte (i livelli intermedi regionali, ad esempio) che riescono a fare da tramite tra \u00e0mbito locale e linee guida mondiali onde evitare il duplice rischio di dispersione, da una parte, se non si tenesse conto delle tendenze locali e di autoreferenzialit\u00e0 se, all&#8217;opposto, il locale non guardasse alle linee guida indicate a livello mondiale: ecco il significato del termine &#8220;Glocal&#8221; (crasi da Globe + local) come tentativo di armonizzare vicino e lontano, antico e nuovo all&#8217;insegna della unit\u00e0 nella diversit\u00e0 in un tempo in cui la struttura verticistica di tipo verticale rischia di essere soppiantata dalla orizzontalit\u00e0 rappresentata dalla rete che riesce sicuramente ad azzerare le distanze fisiche e umane con tutto ci\u00f2 che, nel bene come nel male, essa comporta. Mai &#8211; ribadiscono a pi\u00f9 riprese gli autori &#8211; si deve perdere di vista l&#8217;obiettivo supremo di educare induttivamente soprattutto i giovani scout che vivono la delicatissima fase di transizione dalla preadolescenza all&#8217;et\u00e0 adulta che li porter\u00e0, in una struttura a cascata, ad essere gli scout adulti di domani. Gli autori ribadiscono, pertanto, in vario modo e a pi\u00f9 riprese i concetti cardine di esperienza, cooperazione, dialogo, relazione e solidariet\u00e0: in una parola &#8220;inclusione&#8221;, diremmo oggi. Una ricca bibliografia finale &#8211; in cui non possono mancare, fra gli altri, Maria Montessori o il Don Milani degli anni a Barbiana &#8211; cui segue un completo &#8220;conspectus siglorum&#8221; che spiega il significato, uno per uno, di tutti gli acronimi usati nel testo, concludono un&#8217;opera particolarmente consigliata non solo per le nuove leve scout ma anche per quanti, scout gi\u00e0 da diverso tempo, potranno cos\u00ec rinnovare il perch\u00e9 di una scelta importante sul piano non solo della crescita e dell&#8217;arricchimento personale ma anche delle positive ricadute sul piano sociale e dell&#8217;aiuto al prossimo che, di riflesso, essa comporta.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Recensione &#8211; Prof. Settineri. Medico. Gia docente di Psichiatria e Psicologia Clinica nell\u2019Universit\u00e0 di Messina<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo \u00e8 il risultato di colloqui aperti dagli AA lungo il cammino sui sentieri delle Alpi Occidentali che devono considerarsi lo scenario di due testimoni (cio\u00e8 che danno prova) dell\u2019esperienza che passa dal concreto in cui l\u2019educativo \u00e8 ci\u00f2 che nello scautismo \u00e8 tipico: la relazione che cambia. Del resto la pedagogia scout si colloca in un quadro fatto di valori, di idee, di intuizioni in cui l\u2019educare \u00e8 un\u2019arte dialogica fondata sull\u2019interrogare e meno sull\u2019imporre. La proposta del suo fondatore (Lord Robert Stephenson Smyth Baden-Powell, primo Barone di Gilwell) che in tutto il mondo \u00e8 chiamato B.B parte dall\u2019osservazione filantropica il cui dovere \u00e8 quella di lasciare il mondo migliore di come lo si \u00e8 trovato e lo scautismo lo ha fatto mettendo insieme, a tutt\u2019oggi, etnie, localizzazioni geografiche, culture diverse, per degli ideali incarnati nella consapevolezza di praticare delle norme positive di fratellanza, amicizia, lealt\u00e0, amore verso il prossimo, laboriosit\u00e0 solo per condensarne alcune. Quanto sopra con una promessa che ancora resta indelebile nel cuore di milioni di uomini e donne di questa terra. Il fatto che ancora lo scautismo riesce a penetrare come alternativa di vita (da qui lo stile dell\u2019essenzialit\u00e0 e l\u2019amore per la natura) dimostra che supera la pur necessaria educazione del pensiero per investire quello dei sentimenti e degli affetti e se lo stile greco (come ad esempio quello della maieutica socratica) pu\u00f2 considerarsi un precursore dello scautismo, l\u2019attualit\u00e0 del movimento trova riscontro nella pi\u00f9 avanzata ricerca scientifica come quella delle neuroscienze che vedono nelle emozioni i precursori della coscienza e dell\u2019evoluzione della specie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessun timore per quanto sopra accennato, si pu\u00f2 essere un bravo scout, una brava guida anche con un breve iter scolastico, godere della propria e dell\u2019altrui simpatia attraverso una chiacchierata intorno\u00a0 ad un fuoco , anche attraverso il ricorso alle immagini simboliche di cui lo scautismo \u00e8 denso. Gli AA sottolineano, pertanto, la necessit\u00e0 di ricostruire, attraverso le memorie, ci\u00f2 che del loro attuale ha avuto origine nell\u2019epoca in cui la coscienza si formava, la personalit\u00e0 si delineava ( o pi\u00f9 correttamente il carattere secondo gli scout in linea quindi alla concezione psicologica per la quale carattere \u00e8 ci\u00f2 che si manifesta); vengono ancora sottolineati, soprattutto nel primo capitolo, il valore dello scautismo nella scoperta della propria cognitivit\u00e0 che pi\u00f9 che parlare di intelligenza verbale o pratica preferisce affrontare le molteplicit\u00e0 delle qualit\u00e0 dell\u2019essere umano (le cosiddette specialit\u00e0 nello scautismo) che il ragazzo e la ragazza sono invitati a scoprire in loro stessi, certo si tratta di qualcosa a livello embrionale, ma lo scautismo era ed \u00e8 in linea con la moderna concezione dell\u2019intelligenza, risultante da una molteplicit\u00e0 di qualit\u00e0 ( vedi le intelligenze di \u00a0H.Gardner.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ritornando all\u2019originalit\u00e0 del testo, cio\u00e8 quello di essere il risultato di un dialogo, gli AA che poi sono gli attori nella misura in cui portano avanti la narrazione, prendono lo spunto di molti aspetti dello scautismo che favoriscono la crescita sociale del giovane ma che render pi\u00f9 completo nel contempo l\u2019educatore che generosamente e volontariamente presta il servizio; quest\u2019ultimo, nello stile del fondatore B.P. si arricchisce attraverso una dialogica, cio\u00e8 una relazione tra le parti, in cui \u00e8\u00a0 imprescindibile il cambiamento di entrambi; si potrebbe dire che nella sua semplicit\u00e0 lo scautismo \u00e8 complesso alla maniera del contemporaneo E. Morin e della sua concezione di complessit\u00e0 che tiene conto di tutti gli aspetti dell\u2019esperienza della vita: il biologico, il corporeo, il microsociale, il macrosociale; quindi lo scautismo \u00e8 un movimento attento al corpo, alla salute, alle relazioni sociali, alla coeducazione (\u00e8 interessante notare che l\u2019educazione v\u00e0 al di la dell\u2019educazione sessuale), le relazioni tra le culture. In questa cornice viene riferita anche l\u2019esperienza dei due Autori sul movimento sia a livello nazionale che internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo testo molti scouts e guide potranno\u00a0 trovare riflessi delle loro esperienze o trovarne sottolineate alcune e meno altre ma ci\u00f2 che \u00e8 importante \u00e8 la capacit\u00e0 offerta dal movimento mondiale per \u00a0interpretare cos\u2019\u00e8 meglio in senso evoluzionistico per l\u2019uomo e di quanto bene lo scautismo abbia fatto per la pace ed il benessere dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 ancora un testo pensato non per restare all\u2019interno del movimento e, parafrasando il detto evangelico, non si accende la luce per nasconderla sotto il moggio. Per quanto sopra lo scautismo ha ancora molto da dire nel campo della pedagogia e non risulta sufficientemente conosciuto vuoi per il pregiudizio storico sull\u2019origine dello scautismo o dei vari tentativi di appropriarsene politicamente; non sembra ancora sufficientemente insegnato nell\u2019ambiente accademico che non sempre brilla per dialogicit\u00e0 e per meccanismi di trasparenza propri dello scautismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi cura questa recensione certamente \u00e8 stato largamente influenzato dalla sua presenza nel movimento ma pu\u00f2 testimoniare che anche nell\u2019autunno\u00a0 della vita, ricordando la propria esperienza o, ancora ascoltando quella altrui (come ad esempio la lettura di questo testo) potr\u00e0 sentirsi ricco di ricordi, di forti immagini che superano l\u2019aspetto monodimensionale delle fotografie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione &#8211; Prof. Antonio Aiello Per comprendere il profondo significato dell&#8217;opera &#8220;Dialogo sullo scautismo &#8211; Pedagogia e organizzazione&#8221; di Eduardo Missoni e Dominique B\u00e9nard bisogna forse partire proprio dalla fine e in particolare dalla domanda &#8220;Come si pu\u00f2 parlare di &hellip; <a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/?page_id=3119\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3055,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-3119","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3119","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3119"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3119\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3182,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3119\/revisions\/3182"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3119"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}