{"id":1539,"date":"2015-06-12T23:23:42","date_gmt":"2015-06-12T23:23:42","guid":{"rendered":"http:\/\/eduardomissoni.info\/?p=1539"},"modified":"2015-06-13T10:01:31","modified_gmt":"2015-06-13T10:01:31","slug":"malnutrizione-e-obesita-due-facce-della-stessa-medaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=1539","title":{"rendered":"Malnutrizione e obesit\u00e0: due facce della stessa medaglia"},"content":{"rendered":"<h2><a href=\"http:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/viaSarfatti25.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1540\" src=\"http:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/viaSarfatti25-300x137.jpg\" alt=\"viaSarfatti25\" width=\"300\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/viaSarfatti25-300x137.jpg 300w, https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/viaSarfatti25.jpg 775w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>I paesi poveri soffrono di entrambi i mali. La causa \u00e8 la disuguaglianza.<\/h2>\n<p>di Eduardo Missoni<\/p>\n<p>Nel mondo 165 milioni di bambini soffrono di denutrizione, con gravi conseguenze sulla salute e sul loro sviluppo. Ogni anno un milione e mezzo di bambini muore di fame.<br \/>\nMa la maggior parte della popolazione mondiale \u00e8 ormai sovrappeso o obesa e soffre di malattie collegate a quella condizione, come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari che costituiscono anche la prima causa di morte a livello mondiale e comportano enormi costi economici e sociali. A differenza di quel che si pensa, oggi l\u2019obesit\u00e0 \u00e8 un problema che affligge anche i paesi poveri che soffrono dunque del cosiddetto \u201cdoppio carico di malattia\u201d. Di fatto la prevalenza di obesit\u00e0 \u00e8 direttamente legata alla disuguaglianza nella distribuzione del reddito, piuttosto che al Pil di un paese.<br \/>\nCon l\u2019accelerazione della globalizzazione si \u00e8 modificato il sistema alimentare. Da un lato, la produzione alimentare industrializzata si \u00e8 orientata in modo crescente all\u2019esportazione, ricercando la massimizzazione dei profitti, con esternalizzazione dei costi sanitari, sociali e ambientali legati a quel modello di produzione (fertilizzanti, pesticidi, ogm, etc.), in contrasto con la necessit\u00e0 di soddisfare prioritariamente i bisogni nutrizionali della popolazione, e mettendo in pericolo le stesse capacit\u00e0 produttive locali. Dall\u2019altro, quelle stesse strategie di mercato hanno modificato consumi e comportamenti alimentari, fin dalla prima infanzia. I cibi sani della coltivazione diretta e dell\u2019elaborazione domestica, sono stati sostituiti da cibi a basso costo, alta densit\u00e0 energetica, resi permanentemente disponibili, saporiti, altamente processati, dannosi per la salute e che creano dipendenza.<br \/>\nL\u2019aumento globale dell\u2019obesit\u00e0 lascia prevedere una futura riduzione della speranza di vita, mentre gi\u00e0 si registra un forte aumento della spesa sanitaria e sociale, destinata a crescere ulteriormente a breve e lungo termine.<br \/>\nSono dunque urgenti politiche pubbliche che diano priorit\u00e0 alla salute e prevedano il controllo sul marketing dei prodotti alimentari dannosi per la salute; il consumo di cibi sani nelle mense pubbliche; uso della leva fiscale per incentivare la produzione e il consumo di cibi sani e disincentivare i cibi e cicli produttivi dannosi. Purtroppo, l\u2019esperienza globale insegna che l\u2019industria tende a contrastare attivamente gli interventi normativi per la salute pubblica, percepiti come ostacoli ai propri interessi commerciali. Indipendentemente dal fatto che si tratti di interventi di tipo soft-law, come nel caso dell\u2019introduzione del Codice internazionale Oms\/Unicef sulla commercializzazione dei succedanei del latte materno, o del tipo hard-law, come nel caso della Convenzione quadro sul controllo del tabacco.<br \/>\nCi\u00f2 non esclude che anche le iniziative e le strategie industriali di responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa (csr) e quelle di auto-regolazione del marketing possano giocare un ruolo, ma in generale quelle sono intraprese solo come risposta alle pressioni del mercato (modificata domanda e consumo critico) o per tamponare l\u2019intervento pubblico. Gli approcci di co-regolamentazione pubblico-privata potrebbero anch\u2019essi essere considerati, ma solo a condizione che possa esser garantita l\u2019assenza di conflitti d\u2019interesse e istituiti adeguati meccanismi di trasparenza e vigilanza.<\/p>\n<p>\u279c Produzione e consumo locali<br \/>\nIn ogni caso, produzione eco-sostenibile e consumo sobrio di cibo sano dovrebbero rappresentare una priorit\u00e0 globale e integrare strategie di regolazione e di educazione a diversi livelli (locale, nazionale e globale). Critica \u00e8 la necessit\u00e0 di riconoscere le cause strutturali delle diseguaglianze e il loro superamento. La crescente coscienza dell\u2019assoluta insostenibilit\u00e0 dell\u2019attuale modello di sviluppo e le molteplici esperienze tese a promuovere forme di produzione e consumo locali sono solo un passo nella direzione di un mondo in cui a nessuno manchi il cibo in quantit\u00e0 e qualit\u00e0 adeguate.<\/p>\n<p>Pubblicato su viaSarfatti25 il 13.6.2015<\/p>\n<p>http:\/\/www.viasarfatti25.unibocconi.it\/notizia.php?idArt=15450<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I paesi poveri soffrono di entrambi i mali. La causa \u00e8 la disuguaglianza. di Eduardo Missoni Nel mondo 165 milioni di bambini soffrono di denutrizione, con gravi conseguenze sulla salute e sul loro sviluppo. 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