{"id":1775,"date":"2017-03-29T10:57:25","date_gmt":"2017-03-29T10:57:25","guid":{"rendered":"http:\/\/eduardomissoni.info\/?p=1775"},"modified":"2017-04-07T20:15:04","modified_gmt":"2017-04-07T20:15:04","slug":"dopo-averlo-ascoltato-dal-vivo-misa-campesina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=1775","title":{"rendered":"Dopo averlo ascoltato dal vivo:  Misa Campesina"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/prima2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1244\" src=\"http:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/prima2-191x300.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/prima2-191x300.jpg 191w, https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/prima2-654x1024.jpg 654w, https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/prima2.jpg 978w\" sizes=\"auto, (max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/a><strong>di Vincenza Lofino (studentessa Master ISPI)<\/strong><\/p>\n<p><em> \u201cVos sos el Dios de los pobres, el Dios humano y sencillo,\u00a0el Dios que suda en la calle, el Dios de rostro curtido.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Por eso es que te hablo yo as\u00ed como habla mi pueblo,\u00a0porque sos el Dios obrero, el Cristo trabajador\u201d.<\/em><\/p>\n<h5 style=\"padding-left: 270px;\">&#8220;Tu sei il Dio dei poveri, il Dio umano e semplice, il Dio che soffre nella strada, il Dio dal volto bruciato dal sole. Ecco perch\u00e9 ti parlo come parla il mio popolo, perch\u00e9 sei il Dio operaio, il Cristo lavoratore&#8221;.<\/h5>\n<p>Ed ogni volta che risuonano le parole della <em>Misa Campesina <\/em>nicaraguense, sembra di essere l\u00ec, in Nicaragua, con il dottor e professor Missoni (ma lui non ama i titoli e, anche dai suoi studenti, come dai campesinos del Nicaragua preferisce essere chiamato semplicemente per nome) immaginando il lavoro di un instancabile \u201coperaio\u201d in servizio, impegnato a sporcarsi le mani tra gli ultimi, a curare feriti e a salvare vite umane, cos\u00ec come suggeriscono i versi della Misa Campesina, il canto popolare della Messa dei contadini che d\u00e0 il titolo al libro.<\/p>\n<p>Composto nel 1975 ed eseguito principalmente in ambito liturgico, il canto, basato sullo stile musicale \u201cNica\u201d originario della zona di Masaya, fin\u00ec per assumere connotati politici rappresentando la cosiddetta \u201cteologia della liberazione\u201d, adottato tra i canti popolari durante i primi anni della Rivoluzione e del trionfo del Fronte Sandinista di Liberazione che nel luglio 1979, si impose sulla quasi ventennale dittatura di Anastasio Somoza.<\/p>\n<p>La Misa Campesina era espressione di un\u2019 <em>\u201cIglesia Popular\u201d<\/em> (chiesa popolare) in ideale continuit\u00e0 con la strada tracciata dal Concilio Vaticano II, che contrastava con la posizione di certa\u00a0 gerarchia della Chiesa Cattolica che aveva goduto delle simpatie del regime somozista. Lo spirito della Misa Campesina, tuttavia, era rimasto\u00a0 sempre vivo anche durante la dittatura somozista, in clandestinit\u00e0, nelle celebrazioni delle messe contadine e nell&#8217;esperienza popolare nicaraguense.<\/p>\n<p>Fu proprio in questo momento storico che giunse dall\u2019Italia il giovane medico volontario, inviato da un\u2019organizzazione di Verona chiamata MLAL (Movimento Laici America Latina), assieme agli altri volontari ed <em>internacionalistas<\/em>, titolo attribuito a quanti erano giunti in Nicaragua per sostenere il processo di ricostruzione nel difficile momento di transizione successivo al trionfo della <em>Revoluci\u00f3n sandinista<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Finiti gli studi universitari, Eduardo aveva optato per la sostituzione del servizio militare con un periodo di volontariato civile nella cooperazione internazionale e, influenzato da una certa sensibilit\u00e0 culturale e morale, maturata nello Scoutismo, aveva immaginato, in realt\u00e0, di prestare servizio in un ospedale in qualche villaggio africano; sebbene in fondo, per lui la destinazione di intervento non facesse poi molta differenza.<\/p>\n<p>Alla fine fu la stessa destinazione a scegliere lui: Nicaragua! Un paese dove il MLAL, un\u2019organizzazione di forte ispirazione cristiana, animata da speranze di democrazia e giustizia sociale ed impegnata nel coinvolgimento delle comunit\u00e0 nella costruzione della nuova societ\u00e0, era gi\u00e0 presente da anni con i suoi progetti sanitari che ora facevano riferimento al nuovo <em>Sistema Nacional Unico de Salud.<\/em><\/p>\n<p>Perfettamente in linea con i suoi ideali, Eduardo non poteva certo rimanere indifferente alla chiamata dal Centroamerica, forte dei suoi principi di pace e giustizia sociale che si unirono all\u2019impegno di molti altri medici volontari (religiosi e laici), il cui lavoro era prevalentemente rivolto all\u2019educazione sanitaria, alla medicina preventiva nelle aree rurali e alle attivit\u00e0 ambulatoriali negli ospedali locali.<\/p>\n<p>Il<em> doctor<\/em>, in definitiva, si era ritrovato ad operare in un contesto politico difficile e in un contesto lavorativo che avrebbe messo fisicamente e mentalmente chiunque a dura prova&#8230; Tra l\u2019umidit\u00e0 appiccicosa del caldo tropicale e l\u2019umilt\u00e0 di un piatto di riso e fagioli (l\u2019esclusivo pranzo del contadino nicaraguese) e di un bicchiere di<em> fresco <\/em>(acqua e avena); tra pazienti pi\u00f9 inclini ad una cura farmacologica (perch\u00e9 il farmaco cura!) rispetto ad un\u2019educazione sanitaria che prevedesse anche una terapia di counselling e di sostegno; tra giovani e giovanissime partorienti spesso alla quinta o sesta gravidanza; ricoveri di urgenza da traumi da incidente stradale (per via delle pessime condizioni infrastrutturali del Paese) e diagnosi di malattie spesso prevenibili (e spesso fatali!) per incuria e disinformazione sull\u2019importanza dell\u2019uso quotidiano dell\u2019acqua e per scarsa educazione ad una corretta igiene sanitaria.<\/p>\n<p>Per 3 anni e con turni di lavoro incessanti, prest\u00f2 servizio tra gli ambulatori delle aree comprese tra Matigu\u00e1s, Ciudad Dar\u00edo e i <em>Centri de Salud<\/em> di Terrabona e Waslala, passando per la \u201cpericolosa <em>monta\u00f1a\u201d<\/em> (le comunit\u00e0 di montagna nicaraguensi), fornendo assistenza e medicina da campo nelle aree rurali.<\/p>\n<p>In un Paese alle prese con un tasso considerevole di analfabetismo (all\u2019epoca il 52% della popolazione, in gran parte contadina, era ancora analfabeta, secondo le statistiche ufficiali) e che vedeva uno spiraglio di cambiamento nelle <em>Brigadas de alfabetizaci\u00f3n<\/em>, impegnate nella campagna nazionale contro l\u2019analfabetismo da poco avviata dal governo ed inviate soprattutto nelle aree pi\u00f9 remote del Paese; e allo stesso tempo alle prese con i famigerati <em>contras<\/em> che di l\u00ec a poco avrebbero ricominciato a scorrazzare per il Paese spargendo terrore per ripristinare l\u2019ordine del regime somozista e scacciare \u201cl\u2019incubo rosso comunista\u201d\u2026<\/p>\n<p>Di tutto questo ed altro, rimane scritto nella storia di un Paese e nella storia personale e nelle memorie del nostro \u201cprof.\u201d<\/p>\n<p>A conferma di ci\u00f2, le parole di Isabel Allende, la figlia del Presidente Salvador e senatrice cilena, stampate nella prefazione del libro, che hanno sortito lo stesso effetto ricevuto il giorno in cui io e i miei compagni di classe del Master ISPI (Master in Cooperazione Internazionale, Sviluppo ed Emergenze), abbiamo avuto il grande piacere (e l\u2019onore!) di conoscere e di ascoltare Eduardo dal vivo a lezione.<\/p>\n<p>Senza dubbio e in brevissimo tempo, \u00e8 diventato uno dei miei modelli di vita di riferimento, cui guardare con profonda stima per imparare ed essere una persona impegnata a costruire, sempre con passione e con visione lungimirante, un mondo pi\u00f9 bello e pi\u00f9 solidale da lasciare a chi verr\u00e0 dopo di noi.<\/p>\n<p><span style=\"border-radius: 2px; 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