{"id":2607,"date":"2021-07-21T11:42:35","date_gmt":"2021-07-21T11:42:35","guid":{"rendered":"http:\/\/eduardomissoni.info\/?p=2607"},"modified":"2021-07-21T13:04:56","modified_gmt":"2021-07-21T13:04:56","slug":"rilettura-a-ventanni-dal-g8-di-genova-un-fondo-globale-per-la-salute-il-g8-mostra-il-suo-volto-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=2607","title":{"rendered":"Rilettura a vent&#8217;anni dal G8 di Genova &#8220;Un fondo globale per la salute: il G8 mostra il suo volto umano ?&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"109\" height=\"93\" class=\"wp-image-2608\" style=\"width: 109px;\" src=\"http:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/G8-Genova.jpg\" alt=\"\">   <em>Dopo essermi dimesso dall&#8217;incarico di presidente del Gruppo di esperti sanitari del G8 (<a href=\"http:\/\/www.eduardomissoni.net\/CV\/dimissioniG8\/dimissioni.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">lettera<\/a>), partecipai al Global Social Forum di Genova e in un panel con Susan George e Angelo Stefanini, presentai il mio punto di vista sulla nascita di quelloo che sarebbe diventato il Fondo Globale per la lotta all&#8217;HIV\/Aids, la tubercolosi e la malaria, perlatro lasciando da parte anche la prima ipotesi ancora tutta italiana di un Fondo globale per la salute. Di seguito il testo integrale del mio intervento del 17 luglio 2001 a Genova.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ancora non sappiamo se sar\u00e0 dedicato esclusivamente all&#8217;HIV\/AIDS, ad un pi\u00f9 ampio spettro di malattie trasmissibili o genericamente destinato all\u2019assistenza sanitaria, ma un nuovo fondo globale \u00e8 gi\u00e0 stato annunciato, separatamente dal segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, e dalla presidenza italiana del G-8.<br>La proposta sembrerebbe riscontrare un ampio consenso non solo tra i membri del G8 e nell\u2019ambito delle Nazioni Unite, ma anche tra i paesi in via di sviluppo, nel settore privato e tra i rappresentanti della societ\u00e0 civile (un termine che oggigiorno sembra comprendere anche organizzazioni filantropiche come ad esempio la fondazione Bill &amp; Melinda Gates).<br>Il fondo globale per l&#8217;HIV\/AIDS e la salute (come sar\u00e0 probabilmente chiamato il fondo) sarebbe la dimostrazione di come il G8 abbia effettivamente messo la salute al centro dell\u2019agenda dello sviluppo globale e della particolare attenzione dedicata alla lotta contro la povert\u00e0. Dunque, non vi sarebbe nulla da obiettare.<br>Ma cerchiamo di capire meglio i principali aspetti della proposta in questione.<\/p>\n\n\n\n<p><br>La principale ragione addotta per la costituzione di un nuovo fondo globale (esistono gi\u00e0 diverse iniziative simili a quella proposta dal G8; GAVI, IAVI, MIM, TB drug fund etc.) \u00e8 che alla necessit\u00e0 di fondi aggiuntivi per 10-20 miliardi di dollari l\u2019anno per dieci anni, necessari per la lotta contro alcune delle principali malattie infettive (ma Kofi Annan parla di 7-10 miliardi di dollari l&#8217;anno per far fronte alla sola epidemia di HIV\/AIDS), non si possa far fronte con il solo Aiuto Pubblico allo Sviluppo ed \u00e8 dunque indispensabile una &#8220;nuova <em>partnership<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo fondo globale verrebbe costituito sulla base di una donazione iniziale da parte del G8 di 500 milioni di dollari e donazioni per un ammontare equivalente da parte dei privati; a tal fine s\u2019inviterebbero le maggiori multinazionali a contribuire ciascuna con 500 mila dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>In merito alla gestione del fondo, \u00e8 curioso che proprio il segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, nel promuovere l\u2019idea di un Fondo globale per l\u2019AIDS abbia sottolineato che esso &#8220;dovrebbe essere governato da un comitato indipendente&#8221; \u2013 e ci si potrebbe chiedere: indipendente da chi? &#8211; esterno alle Nazioni Unite &#8220;perch\u00e9\u201d \u2013 ci dice Kofi Annan \u2013 \u201cio voglio chiamare altri ad unirsi alla lotta\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 lo stesso Annan a ricordare in un suo scritto recentemente apparso sul quotidiano italiano \u201cLa Repubblica\u201d, che pi\u00f9 salute rappresenta un grande vantaggio anche per il <em>business,<\/em> perch\u00e9 significa pi\u00f9 lavoratori e pi\u00f9 consumatori. Questo \u00e8 l\u2019argomento di Kofi Annan per giustificare di fornte al mondo del <em>business<\/em> la creazione di un nuovo Fondo Globale.<br>Proprio perch\u00e9 \u201cun ruolo cruciale dovrebbe essere giocato dai contributi provenienti dal settore privato e dalle ONG\u201d, il modo migliore per ottenere un simile sostegno \u2013 si legge in un documento del G8 &#8211; sarebbe quello di &#8220;associare il settore privato nel sistema di governo del <em>Genoa Trust Fund<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, le multinazionali, e non solo quelle farmaceutiche &#8211; come si specifica nel documento G8 &#8211; siederebbero nel consiglio di amministrazione del fondo, assieme ai rappresentanti dei paesi donatori, delle organizzazioni delle Nazioni Unite (in particolare OMS, UNICEF, UNAIDS) e della Banca Mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 sulla base del curioso principio enunciato nel documento dei G8, secondo il quale &#8220;Il Governo spetta a coloro che forniscono e usano i fondi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base dello stesso principio si potrebbe ipotizzare che, chiunque offra di partecipare con propri fondi al bilancio di uno stato, anche nel caso in cui si trattasse di un boss mafioso o del leader di un cartello di&nbsp; narcotrafficanti, debba partecipare di diritto al Consiglio dei ministri!<\/p>\n\n\n\n<p>Sottolineo che nel documento del G8 non c\u2019\u00e8 nessuna traccia di un\u2019eventuale partecipazione dei paesi pi\u00f9 poveri al consiglio di amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma veniamo al dunque. Chi sarebbe chiamato ad amministrare il fondo, a stabilirne il piano d&#8217;azione, a curarne il bilancio, a valutarne e approvarne i programmi?<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente la Banca Mondiale. Non \u00e8 forse la Banca Mondiale il leader globale in sanit\u00e0?&nbsp; Naturalmente la Banca Mondiale amministrerebbe il Fondo attraverso un Segretariato cui&nbsp; parteciperebbe <em>anche<\/em> personale proveniente da UNAIDS, OMS ed UNICEF.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Permettiamoci alcune osservazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. Riguardo alle risorse.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br>Attualmente (2000) l\u2019Aiuto Pubblico allo Sviluppo (flusso finanziario netto) ammonta a 53 miliardi di dollari, pari allo 0,22% del Prodotto Nazionale Lordo dei paesi OCSE. I 10-20 miliardi di dollari richiesti per la lotta alle malattie infettive rappresenterebbero solo una piccola frazione delle nuove risorse che si renderebbero disponibili qualora si rispettasse l\u2019impegno, assunto decenni or sono, di portare l\u2019Aiuto Pubblico allo Sviluppo allo 0,7% del Prodotto Nazionale Lordo, ovvero moltiplicando per tre o per quattro gli attuali 53 miliardi di dollari.<br>Ovviamente, qualunque contributo aggiuntivo proveniente dal settore privato sarebbe il benvenuto. Onestamente, per\u00f2, chiedere 500.000 dollari ad una multinazionale \u00e8 come chiedere una piccola carit\u00e0, offrendo in cambio un enorme ritorno d&#8217;immagine, in sostanza a costo zero, e gli ovvi vantaggi aggiuntivi derivanti dalla partecipazione alla gestione del Fondo. Con le conseguenze che \u00e8 facile prevedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Piuttosto, si dovrebbe invitare il settore privato a contribuire allo sforzo globale riducendo il prezzo dei farmaci, delle tecnologie e di altri beni correlati alla salute, producendo in tal modo un notevole effetto moltiplicatore nella riduzione dei costi dei servizi sanitari. Di per s\u00e9, il pieno rispetto dei diritti umani da parte delle multinazionali, la garanzia di pi\u00f9 elevati standard lavorativi e l\u2019adozione di cicli produttivi che rispettano l&#8217;ambiente, produrrebbero un impatto sulla salute pubblica, superiore a qualsiasi donazione.<br>Il supporto logistico nella distribuzione di farmaci ed altri beni sanitari, \u00e8 solo una delle tante ulteriori forme possibili di collaborazione con il settore privato.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza considerare il ricorso a meccanismi di prelievo fiscale internazionale, ivi inclusa la cosiddetta &#8220;Tobin tax&#8221; sulle transazioni finanziarie, che potrebbero garantire un enorme, costante, flusso di capitali e risorse da reinvestire nei servizi sanitari.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. Riguardo alla gestione del fondo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Indipendentemente dalla provenienza dei fondi, per quale ragione le risorse non dovrebbero essere raccolte e amministrate, dalle esistenti organizzazioni delle Nazioni Unite? L&#8217;UNICEF, ad esempio, non \u00e8 forse un Fondo con una lunga esperienza nell&#8217;attrarre e canalizzare anche contributi provenienti dal settore privato? Perch\u00e9 mai un comitato &#8220;indipendente&#8221; per decidere dell\u2019utilizzazione di risorse per la salute pubblica globale, e non invece l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 che ne ha il mandato e la legittimit\u00e0? A chi risponderanno il nuovo Fondo Globale, ed i suoi organi di Governo? Non<br>esiste forse un evidente conflitto d&#8217;interessi tra la partecipazione dell&#8217;industria (soprattutto quella farmaceutica) ad un Comitato di Gestione che ha tra i suoi compiti la decisione di strategie di acquisto di farmaci?<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora, in un Comitato dove alcuni paesi membri dell\u2019ONU sono autonomamente rappresentati, non verrebbe ad essere minata la legittimit\u00e0 delle Nazioni Unite quali rappresentanti di interessi collettivi della comunit\u00e0 internazionale?<\/p>\n\n\n\n<p>Per avere una visione completa del processo interno al G8 e capire come da un iniziale approccio globale alla salute si sia giunti ad una proposta limitata alla costituzione di un Fondo Globale per la sanit\u00e0, vi rimando alla lettura del <em>paper<\/em> che vi consegno in cui i passaggi pi\u00f9 rilevanti sono sinteticamente descritti.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque sia, quando si \u00e8 persa la visione globale del diritto alla salute, per passare ad un approccio quasi commerciale della salute \u2013 soprattutto per il modo in cui ci\u00f2 \u00e8 avvenuto \u2013 mi sono sentito in dovere di presentare le mie dimissioni da Presidente del gruppo di esperti sanitari del G8 e ho deciso di portare avanti la battaglia insieme a voi. Continuando a lavorare \u201cnel cervello del mostro\u201d \u2013 come avrebbe raccomandato un mio collega argentino morto ammazzato sulle montagne della Bolivia nel 1967 \u2013 avrei corso il rischio di essere digerito io stesso dalle cellule <em>killer<\/em> del mostro.<\/p>\n\n\n\n<p><br>[Nei Termini di Riferimento per la fase di consultazione preliminare sui temi sanitari, predisposti dalla Presidenza italiana e fatti circolare tra i partner nel mese di gennaio, si poneva l&#8217;accento su una serie di questioni di grande portata come la necessit\u00e0 di sistemi sanitari equi, efficienti ed efficaci; l&#8217;accesso ai servizi sanitari come punto centrale e la prevenzione come nodo fondamentale per &#8220;un approccio integrato allo sviluppo, che dia priorit\u00e0 al miglioramento delle condizioni di vita delle persone&#8221;; la rimozione dei fattori economici, commerciali, lavorativi, abitativi ed educativi, &#8220;che aumentano la vulnerabilit\u00e0 delle popolazioni alle malattie, e\/o ne limitano l&#8217;accesso alla prevenzione e alla cura&#8221;; l&#8217;accesso ai farmaci e ad altri beni sanitari essenziali, e le questioni relative allo sviluppo delle capacit\u00e0 produttive locali e alla adozione di sistemi di prezzo differenziati; come pure la necessit\u00e0 di un maggiore coordinamento tra i partner istituzionali.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel primo documento &#8220;una cornice comune, a supporto del mandato e della direzione da parte di Organismi Internazionali, come l&#8217;OMS e di programmi specializzati delle Nazioni Unite&#8221; veniva presentata come una delle condizioni irrinunciabili.<\/p>\n\n\n\n<p>La proposta del Fondo Globale \u00e8 fu introdotta solo successivamente, in un documento intitolato &#8220;Oltre la cancellazione del debito&#8221; presentato nel mese di Febbraio alla riunione dei Ministri Finanziari del G7. Il Fondo globale divenne quindi il tema scottante del successivo incontro degli esperti sanitari del G8, tenutosi a Roma, nel mese di Marzo. In merito a quella proposta, nel corso di quell&#8217;incontro, emersero posizioni molto contrastanti tra gli esperti dei paesi membri; tuttavia, un elemento riscosse unanime consenso: non si sarebbe dovuta costituire nessuna nuova struttura o istituzione,&nbsp; intesa come organizzazione messe in piedi per raccogliere o canalizzare fondi. Piuttosto si sarebbe dovuto ricondurre ad un\u2019unica cornice le molteplici iniziative esistenti, e rinforzare le Istituzioni internazionali, promovendo meccanismi per accrescerne l\u2019efficienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa un mese dopo, senza alcuna ulteriore consultazione tecnica, ogni altro tema relativo<br>alla salute venne cancellato dall&#8217;agenda del G8, e venne lanciata l&#8217;idea del &#8220;Genoa Trust Fund for Health Care&#8221;. La proposta prevedeva una nuova struttura, con un proprio comitato di governo, ed una quantit\u00e0 di questioni aperte.]<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente siamo tutti d&#8217;accordo sulla necessit\u00e0 di uno sforzo globale per colmare il crescente divario tra le risorse disponibili e i bisogni nella lotta per la salute e contro le malattie nei paesi pi\u00f9 poveri, soprattutto nell&#8217;Africa Sub Sahariana. Ma anche con un fenomenale aumento delle disponibilit\u00e0 finanziarie, se non correggiamo prima di tutto i fattori strutturali d\u2019iniquit\u00e0 che continuano a far crescere le disuguaglianze in salute, e non cerchiamo di evitare in ogni settore (economico, ambientale, educativo, etc.) le politiche che possano avere effetti secondari negativi sulla salute pubblica, la nostra battaglia per il diritto alla salute non avr\u00e0 successo.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Servono maggiori risorse per far fronte alla drammatica situazione sanitaria in Africa e, possibilmente, procedure pi\u00f9 efficienti per canalizzare quelle risorse verso i paesi pi\u00f9 bisognosi. Dovremmo tuttavia essere molto cauti, evitando di sacrificare un consolidato diritto internazionale, valori ed organizzazioni gi\u00e0 esistenti, in favore di nuove forse attraenti, ma molto discutibili <em>partnership<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Di una partnership abbiamo certamente bisogno: una partnership veramente globale, tra tutti coloro che si battono affinch\u00e9 tutti siano cittadini del mondo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Il testo tra parentesi quadre \u00e8 quello cui si rimanda nel discorso, contenuto nel <em>paper<\/em>, ma non pronunciato per esigenze di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo essermi dimesso dall&#8217;incarico di presidente del Gruppo di esperti sanitari del G8 (lettera), partecipai al Global Social Forum di Genova e in un panel con Susan George e Angelo Stefanini, presentai il mio punto di vista sulla nascita di &hellip; <a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=2607\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2607","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2607"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2607\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2611,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2607\/revisions\/2611"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}