{"id":2857,"date":"2023-03-31T19:13:15","date_gmt":"2023-03-31T19:13:15","guid":{"rendered":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=2857"},"modified":"2024-01-14T15:10:54","modified_gmt":"2024-01-14T15:10:54","slug":"loms-e-i-negoziati-per-la-gestione-delle-pandemie-prossime-venture","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=2857","title":{"rendered":"L\u2019OMS e i negoziati per la gestione delle pandemie prossime venture"},"content":{"rendered":"\n<p>di Eduardo Missoni<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato su https:\/\/www.assis.it il 29\/03\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>Con la pandemia Covid19 si \u00e8 tornati a parlare molto dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 e del suo ruolo di coordinamento e direzione dell\u2019attivit\u00e0 di sanit\u00e0 internazionale che la sua Costituzione, un accordo internazionale \u2013 e come tale vincolante \u2013 tra 194 Stati membri, le attribuisce. Questa accresciuta visibilit\u00e0 dell\u2019OMS ne ha per\u00f2 messo in evidenza anche le debolezze ed in particolare <strong>la sua esposizione all\u2019influenza del settore privato<\/strong> e in particolar modo della Fondazione Bill e Melinda Gates che si aggiunge a quella dei suoi principali contribuenti pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p>Da sempre, come tutte le Istituzioni Internazionali, l\u2019OMS si \u00e8 dovuta confrontare con le tensioni proprie della geopolitica. Ad esempio, nel contesto della guerra fredda il blocco socialista guidato dall\u2019Unione Sovietica abbandon\u00f2 l\u2019organizzazione dal 1949 al 1956, manifestando cos\u00ec il proprio dissenso rispetto alla sua gestione considerata filo-occidentale. Analogamente, ritenendo che l\u2019Organizzazione fosse eccessivamente compiacente verso la Repubblica popolare cinese, il 7 di luglio del 2020 gli Stati Uniti dell\u2019amministrazione Trump sono usciti dall\u2019OMS, salvo rientrarvi dopo l\u2019elezione di Biden alla Presidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019affermarsi del pensiero neoliberale \u201c<em>pi\u00f9 Mercato meno Stato<\/em>\u201d e delle amministrazioni conservatrici del presidente Reagan negli USA e della Signora Thatcher nel Regno Unito, l\u2019OMS \u2013 come del resto tutto il sistema delle Nazioni Unite \u2013 soffr\u00ec il \u201c<em>congelamento<\/em>\u201d del proprio bilancio regolare, costituito dai contributi obbligatori che tutti i paesi membri devono versare all\u2019organizzazione in ragione della valutazione della loro capacit\u00e0 economica. Da allora il contributo obbligatorio degli Stati \u00e8 rimasto stabile e il finanziamento dell\u2019OMS \u00e8 divenuto sempre pi\u00f9 dipendente da contributi volontari, o fondi fuori bilancio, versati all\u2019Organizzazione a discrezione dei paesi membri, nonch\u00e9 da donatori privati. Nel 2007 il bilancio generale (regolare + fondi fuori bilancio) era ormai costituito da circa il 20% da contributi obbligatori e 80% da contributi volontari, una proporzione che si \u00e8 poi mantenuta fino ad oggi.<a href=\"https:\/\/www.assis.it\/loms-e-i-negoziati-per-la-gestione-delle-pandemie-prossime-venture\/#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Si potrebbe osservare che, con poche eccezioni (es. nel biennio 2012-2013) \u00a0i fondi a disposizione dell\u2019OMS sono comunque sempre aumentati nel corso degli anni. \u00a0Purtroppo per l\u2019OMS contributi <strong>obbligatori e volontari non hanno la stessa valenza<\/strong>. I primi infatti sono gestiti in autonomia dall\u2019Organizzazione sulla base delle decisioni prese dal suo organo rappresentativo (tutti i 194 Stati membri) e massimo livello decisionale: l\u2019Assemblea Mondiale della Sanit\u00e0 (AMS). L\u2019utilizzazione dei <strong>contributi volontari invece \u00e8 soggetta in maniera pi\u00f9 o meno stringente (indicazioni \u201cspecifiche\u201d o \u201ctematiche\u201d) alle priorit\u00e0 e le indicazioni dei donatori<\/strong>, salvo che questi decidano di non assoggettarvi i loro contributi o parte di essi (in questo caso nel gergo delle Nazioni Unite si parla di fondi \u201ccore\u201d, che sono assimilabili in quanto all\u2019autonomia di gestione ai contributi obbligatori). Per quanto riguarda i donatori privati i contributi non possono che essere volontari e in genere tutti utilizzati secondo la volont\u00e0 del donatore. \u00c8 evidente dunque che <strong>attraverso il finanziamento i donatori \u2013 pubblici e privati \u2013 sono in grado di influenzare fortemente l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019OMS<\/strong>. Inoltre, i contributi volontari sono imprevedibili e fortemente soggetti fluttuazioni, il ch\u00e9 ne impedisce una programmazione a lungo termine oltre ad obbligare l\u2019Organizzazione ad esercizi aggiuntivi di rendicontazione tecnica e finanziaria e quindi ad uso poco efficiente delle risorse,\u00a0 per rispondere alle esigenze dei donatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Contrariamente a quanto si sente dire in circoli agguerriti, ma a volte superficiali nelle loro affermazioni, <strong>l\u2019OMS non \u00e8 \u201cun\u2019organizzazione privata\u201d, n\u00e9 finanziata prevalentemente da donatori privati.<\/strong> L\u2019OMS \u00e8 un\u2019agenzia specializzata delle Nazioni Unite e come tale a stabilire le strategie, approvare il bilancio, eleggere gli organi esecutivi e il Direttore generale sono i suoi Stati membri. Se esaminiamo i <a href=\"https:\/\/open.who.int\/2020-21\/budget-and-financing\/flow\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dati finanziari dell\u2019ultimo biennio<\/a> per cui sono disponibili (2020-2021), vediamo che sommando contributi obbligatori e contributi volontari gli Stati membri contribuiscono al 57,4% del bilancio generale. Le fondazioni private (le cosiddette \u201cfilantropie globali\u201d) contribuiscono al bilancio generale per l\u20198,62%, i partenariati pubblico-privati per il 6% e il settore privato commerciale per appena l\u20191%. La parte restante del bilancio \u00e8 costituita da contributi del sistema delle Nazioni Unite, altre organizzazioni intergovernative e fondi di sviluppo (pertanto si tratta anche in questo di fondi pubblici), oltre che da una miscellanea di altri piccoli finanziatori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 comunque preoccupante che il \u201cgoverno\u201d mondiale della sanit\u00e0 sia fortemente soggetto a interessi privati, ma \u00e8 chiaro che l<strong>a responsabilit\u00e0 ce l\u2019hanno gli Stati membri che fomentando ormai da diversi decenni la partecipazione del settore privato alla cosiddetta <em>governance<\/em> globale<\/strong>, ovvero ai processi formali e informali di decisione, ne hanno consentito una crescente influenza. Nel biennio in esame, la Fondazione Gates \u00e8 il terzo finanziatore dell\u2019OMS, dopo la Germania \u2013 che ha aumentato significativamente i propri contributi per far fronte alla pandemia di Covid19 \u2013 e gli Stati Uniti, e da almeno un decennio sempre tra i primi tre (e addirittura il primo nel 2013). La Fondazione Gates ha inoltre un ruolo determinante in pressocch\u00e9 tutti i partenariati pubblico-privati ed in particolare nell\u2019Alleanza GAVI per la vaccinazioni, di cui \u00e8 stato l\u2019iniziatore e che \u00e8 a sua volta al quarto posto tra i finanziatori dell\u2019OMS.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019influenza degli attori privati sull\u2019attivit\u00e0 dell\u2019OMS<\/strong> non si esercita per\u00f2 esclusivamente attraverso la leva finanziaria, ma anche attraverso una serie di altre <strong>dinamiche che propiziano la \u201ccattura del regolatore\u201d e nel caso specifico delle politiche dell\u2019OMS<\/strong> e pi\u00f9 in generale della salute globale. Queste dinamiche includono il controllo dei media, le azioni di lobby su governi e istituzioni, il finanziamento e il controllo della ricerca e le cosiddette \u201cporte girevoli\u201d per cui dirigenti di alto livello del settore privato passano ad occupare posizioni leader nelle istituzioni pubbliche.<a href=\"https:\/\/www.assis.it\/loms-e-i-negoziati-per-la-gestione-delle-pandemie-prossime-venture\/#_ftn3\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La partecipazione del settore privato<\/strong>, come attore alla pari con i governi nella governance dello sviluppo \u00e8 ormai <strong>parte integrante dell\u2019agenda globale<\/strong> (sancita con la Dichiarazione e gli obiettivi del millennio nel 2000 e riaffermata nell\u2019Agenda 2030, obiettivo di sviluppo sostenibile n.17). Quei partenariati pubblico-privati globali, altrimenti noti come iniziative <em>multistakeholder<\/em>, ovvero governate da molteplici portatori di interessi, hanno di fatto pregiudicato l\u2019autorit\u00e0 delle organizzazioni multilaterali, intergovernative, cui di fatto hanno sottratto finanziamenti, senza generare un significativo apporto di fondi privati. <strong>L\u2019Italia<\/strong> per esempio \u00e8 divenuta uno dei principali finanziatori di partenariati quali l\u2019Alleanza GAVI e il Fondo Globale per la lotta all\u2019Aids, la tubercolosi e la malaria, mentre ha abbandonato l\u2019OMS cui <strong>non destina pi\u00f9 contributi volontari dal 2015.<\/strong><a href=\"https:\/\/www.assis.it\/loms-e-i-negoziati-per-la-gestione-delle-pandemie-prossime-venture\/#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Sono ormai lontani gli anni gloriosi tra la fine degli anni 1970 e la prima met\u00e0 degli anni 1980, quelli della Dichiarazione di Alma-Ata (1978) con cui l\u2019OMS affrontava l\u2019obiettivo della \u201c<em>Salute per tutti entro l\u2019anno 2000<\/em>\u201d con l\u2019approccio intersettoriale e comunitario delle cure primarie per la salute;&nbsp; del tentativo di regolamentazione della commercializzazione dei succedanei del latte materno, il latte artificiale indicato come \u201cbaby-killer\u201d per il suo spaventoso contributo alla mortalit\u00e0 infantile nei paesi pi\u00f9 poveri; del programma dei farmaci essenziali, visto con fastidio dalle imprese farmaceutiche, e le altre iniziative che schieravano l\u2019OMS nettamente a difesa del diritto alla salute. Nel dimenticatoio anche le iniziative che nel trentennale di Alma-Ata per un breve periodo riportarono l\u2019accento sui determinanti sociali della salute. Vi poneva l\u2019accento il <a href=\"https:\/\/apps.who.int\/iris\/rest\/bitstreams\/52216\/retrieve\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rapporto della specifica Commissione dell\u2019OMS<\/a>,<a href=\"https:\/\/www.assis.it\/loms-e-i-negoziati-per-la-gestione-delle-pandemie-prossime-venture\/#_ftn4\">[4]<\/a> nonch\u00e9 il <a href=\"https:\/\/apps.who.int\/iris\/bitstream\/handle\/10665\/43949\/9789241563734_eng.pdf?sequence=1&amp;isAllowed=y\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Rapporto sulla salute mondiale 2008<\/a> che puntava al rilancio delle cure primarie, condannando la pervasiva commercializzazione e una sanit\u00e0 \u201cospedalocentrica\u201d, nonch\u00e9 il distanziamento dai bisogni primari delle persone.<a href=\"https:\/\/www.assis.it\/loms-e-i-negoziati-per-la-gestione-delle-pandemie-prossime-venture\/#_ftn5\">[5]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ormai <strong>l\u2019OMS appare nuovamente centrata su di un approccio bio-medico, cui BigPharma \u00e8 sensibile, e poco attenta ai determinanti sociali, economici, ambientali della salute<\/strong> che implicherebbero, ad esempio, politiche di ridimensionamento dei consumi che certamente troverebbe la fiera opposizione delle forze di mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, <strong>l\u2019OMS non ha perduto solo rilevanza sul piano delle attivit\u00e0 sanitarie globali,<\/strong> un tempo punto di riferimento per le politiche di sanit\u00e0 pubblica, gli standard sanitari, l\u2019informazione tecnica e scientifica, con la sua apertura alle forze di mercato e condizionata da finanziamenti privati, <strong>ha perduto credibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche nella maggiore iniziativa <em>multistakeholder<\/em> lanciata per lo sviluppo di strumenti per far fronte alla pandemia Covid19 \u2013 <em>Access to Covid Tool Accelerator<\/em>, ACT-A \u2013 l\u2019OMS \u00e8 tra i partecipanti ma <strong>non ha un ruolo guida<\/strong>, piuttosto \u00e8 l\u00ec per giustificare le scelte di altri attori, a guida privata o pubblico-privata, con la solita \u201cfilantropia globale\u201d tra i principali influencer.&nbsp; Non sorprende che anche quell\u2019iniziativa sia stata diretta alla produzione e distribuzione di vaccini, riservando minima attenzione a diagnostica e farmaci, per non parlare della componente per il rafforzamento dei sistemi sanitari.<\/p>\n\n\n\n<p>Constatata la debole e incerta gestione della pandemia, nonch\u00e9 l\u2019assenza di leadership da parte dell\u2019OMS, l\u2019Assemblea Mondiale della Sanit\u00e0 convocata in sessione speciale nel novembre del 2021 ha deciso di intraprendere un processo di <strong>revisione degli strumenti di prevenzione, la preparazione e risposta alle pandemie.<\/strong> Un percorso che si regge su due gambe, che si muovono indipendentemente l\u2019una dall\u2019altra e non \u00e8 affatto chiaro come potranno muoversi in maniera coordinata in futuro se entrambi gli strumenti in discussione dovessero essere adottati.&nbsp;Da un lato un organo intergovernativo (<em>Intergovernmental Negotiating Body<\/em>, INB) sta negoziando un \u201c<em>Trattato\/accordo pandemico<\/em>\u201d che laddove lo si giunga a varare (obiettivo maggio 2024), alla sua entrata in vigore l\u2019accordo diverrebbe vincolante per tutti gli stati membri che lo abbiano ratificato.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in questo caso, molte organizzazioni della societ\u00e0 civile temono una deriva multistakeholder. La preoccupazione deriva dal fatto che \u201c<em><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1QJjsmU2XKutHJknSPGkd7Mrdm_suYc-E\/view\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la bozza zero [del futuro Trattato<\/a>, n.d.r.] non fornisce salvaguardie che sono fondamentali per definire gli standard di responsabilit\u00e0 e gli strumenti di monitoraggio rispetto al ruolo del settore privato<\/em>\u201d. &nbsp;Per quelle organizzazioni \u00e8 rischioso invitare il settore privato al tavolo per aiutare il mondo a prevenire, prepararsi e rispondere alle future pandemie \u201c<em>considerando come la crisi del COVID-19 sia stata usata dagli attori privati per tenere in ostaggio i diritti alla salute delle persone per espandere i profitti, accaparrarsi le propriet\u00e0 intellettuali e monopolizzare i mercati\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Amnesty international, il Global Initiative for Economic, Social and Cultural Rights (GI-ESCR), Human Rights Watch (HRW) e l\u2019International Commission of Jurists (ICJ) hanno invece <a href=\"https:\/\/www.amnesty.org\/en\/documents\/ior40\/6478\/2023\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">espresso una seria preoccupazione<\/a> per i diritti umani che non trovano adeguato riscontro nei negoziati in corso intorno al trattato pandemico.<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente all\u2019accordo pandemico si sta elaborando una <strong>nuova edizione dei Regolamenti di sanit\u00e0 internazionale<\/strong> del 2005 (RSI 2005). Uno strumento ugualmente vincolante per gli stati membri le cui modifiche dovrebbero essere approvate \u2013 in base all\u2019attuale tabella di marcia \u2013 a maggioranza semplice nel maggio 2024 dalla 77ma Assemblea Mondiale della Sanit\u00e0 (AMS). In quel caso, i nuovi RSI entreranno in vigore entro 12 mesi per tutti gli Stati membri dell\u2019OMS, a meno che uno Stato non presenti un rifiuto o riserve entro un periodo di 10 mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, \u00e8 piuttosto ambigua la relazione tra i due strumenti, che presenterebbero sovrapposizioni sostanziali in quasi tutte le aree regolamentate. N\u00e9 si spiega perch\u00e9 l\u2019OMS e i suoi Stati membri stiano impiegando risorse per negoziare parallelamente due strumenti internazionali con portata e contenuti sovrapposti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra i pi\u00f9 di 300 emendamenti agli attuali RSI<\/strong> proposti da sedici stati membri dell\u2019OMS, attualmente all\u2019esame di uno specifico gruppo di lavoro (<a href=\"https:\/\/apps.who.int\/gb\/wgihr\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Working Group on International health Regulations<\/em><\/a>, WGIHR), <strong>ce ne sono alcuni che possono destare le preoccupazioni di \u201ccessione di sovranit\u00e0\u201d<\/strong> cui si riferiscono alcune informazioni riportate in diversi organi di stampa e molte reti sociali, <a href=\"https:\/\/www.who.int\/director-general\/speeches\/detail\/who-director-general-s-opening-remarks-at-the-media-briefing---23-march-2023\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">tacciate come \u201cfake news\u201d dal direttore generale della OMS<\/a>.&nbsp;Seppur spesso imprecise e riferite con toni scandalistici, <strong>quelle preoccupazioni non sono del tutto infondate.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, nella revisione degli RSI, tra le definizioni (art. 1) si propone di cancellare il \u201c<em>non vincolanti\u201d<\/em> che attualmente delimita il peso delle raccomandazioni dell\u2019OMS. A puro titolo di esempio del possibile assoggettamento degli Stati alle \u201c<em>raccomandazioni<\/em>\u201d dell\u2019OMS si potrebbe citare la proposta di un nuovo articolo (13A <em>\u201cWHO Led International Public Health Response\u201d<\/em>) per cui gli Stati \u201c<em>s\u2019impegnano a seguire le raccomandazioni dell\u2019OMS nella loro risposta sanitaria<\/em>\u201d. Cos\u00ec come l\u2019obbligo che gli Stati assumerebbero, di aumentare \u2013 su richiesta dell\u2019OMS \u2013 la produzione di prodotti sanitari (includendo \u201c<em>farmaci, vaccini, dispositivi medici, diagnostici, prodotti di assistenza, terapie basate su cellule e geni e altre tecnologie sanitarie<\/em>\u201c) e di \u201c<em>assicurare che i fabbricanti sul loro territorio forniscano le richieste quantit\u00e0 di prodotti all\u2019OMS e ad altri Stati secondo le istruzioni dell\u2019OMS<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Su di un altro piano destano preoccupazione gli emendamenti che cancellerebbero tra i principi degli RSI (emendamenti all\u2019art. 3) \u201c<em>la dignit\u00e0, i diritti umani e le fondamentali libert\u00e0 delle persone<\/em>\u201d per sostituirli con generici principi di \u201c<em>equit\u00e0, inclusivit\u00e0, coerenza<\/em>\u201d, o quelli che puntano ad accrescere il controllo sull\u2019informazione (emendamenti all\u2019art. 44) per il quale l\u2019OMS e gli Stati si impegnerebbero a collaborare per \u201c<em>contrastare la disseminazione di informazione falsa o poco affidabile<\/em>\u201d nei media e nelle reti sociali, evidentemente <strong>arrogandosi il diritto di censura<\/strong> che, come dovrebbe essere evidente, \u00e8 stato sistematicamente esercitato a tutti i livelli anche con accordi dell\u2019OMS con le maggiori piattaforme e reti sociali \u2013 nel corso della pandemia Covid19. Un preoccupante impegno degli Stati al controllo dell\u2019informazione previsto anche all\u2019art. 17 della \u201c<a href=\"https:\/\/apps.who.int\/gb\/inb\/pdf_files\/inb4\/A_INB4_3-en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">bozza zero\u201d dell\u2019accordo pandemico<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 <strong>ha il mandato di coordinare e dirigere l\u2019attivit\u00e0 di sanit\u00e0 internazionale<\/strong>, e la sua costituzione l\u2019ha dotata dei poteri necessari per farlo, ma <strong>la deriva che l\u2019OMS ha subito<\/strong> con il <strong>crescente finanziamento dei privati<\/strong>, e la sua progressiva \u201ccattura\u201d da parte di questi, suggerisce estrema cautela nel dotare il suo segretariato e il suo DG di poteri aggiuntivi. Bench\u00e9 il DG dell\u2019OMS anche nella conferenza stampa del 23 marzo si \u00e8 detto aperto al dialogo sul tema degli strumenti in discussione, purtroppo le consultazioni con la societ\u00e0 civile appaiono per lo pi\u00f9 di facciata. \u00c8 evidente che l\u2019OMS oggi \u00e8 pi\u00f9 sensibile ai poteri forti, siano questi di ordine geopolitico o economico.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.assis.it\/loms-e-i-negoziati-per-la-gestione-delle-pandemie-prossime-venture\/#_ftnref1\">[1]<\/a> Missoni, E., Pacileo, G. \u201cElementi di salute globale. Globalizzazione, politiche sanitarie e salute umana\u201d (2\u00b0 ed.), Franco Angeli 2016.<br><a href=\"https:\/\/www.assis.it\/loms-e-i-negoziati-per-la-gestione-delle-pandemie-prossime-venture\/#_ftnref2\">[2] <\/a>Matteucci, N. e Missoni , E. Strategie di cattura e governance multistakeholder: il caso dell\u2019OMS. In: Elisa Lello e Nicol\u00f2 Bertuzzi (a cura di) \u201cDissenso informato. Pandemia: il dibattito mancato e le alternative possibili\u201d, Castelvecchi, 2022, pp. 151-166.<br><a href=\"https:\/\/www.assis.it\/loms-e-i-negoziati-per-la-gestione-delle-pandemie-prossime-venture\/#_ftnref3\">[3]<\/a> Dentico, N. e Missoni, E. \u201cGeopolitica della salute. Covid-19, OMS e la sfida pandemica. Rubbettino 2021<br><a href=\"https:\/\/www.assis.it\/loms-e-i-negoziati-per-la-gestione-delle-pandemie-prossime-venture\/#_ftnref4\">[4]<\/a> Closing the gap in a generation: health equity through action on the social determinants of health, WHO 2008.<br><a href=\"https:\/\/www.assis.it\/loms-e-i-negoziati-per-la-gestione-delle-pandemie-prossime-venture\/#_ftnref5\">[5]<\/a>&nbsp;The world health report 2008 : primary health care now more than ever. WHO 2008.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eduardo Missoni Pubblicato su https:\/\/www.assis.it il 29\/03\/2023 Con la pandemia Covid19 si \u00e8 tornati a parlare molto dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 e del suo ruolo di coordinamento e direzione dell\u2019attivit\u00e0 di sanit\u00e0 internazionale che la sua Costituzione, un accordo &hellip; <a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=2857\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-2857","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2857"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2857\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3030,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2857\/revisions\/3030"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}