{"id":3032,"date":"2024-01-22T02:24:01","date_gmt":"2024-01-22T02:24:01","guid":{"rendered":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=3032"},"modified":"2024-02-03T23:25:04","modified_gmt":"2024-02-03T23:25:04","slug":"regolamenti-sanitari-internazionali-accordo-pandemico-e-cattura-delloms-lo-strumento-finanziario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=3032","title":{"rendered":"Regolamenti sanitari internazionali, Accordo pandemico e \u201ccattura\u201d dell\u2019OMS: lo strumento finanziario"},"content":{"rendered":"\n<p>di Eduardo Missoni<\/p>\n\n\n\n<p>Fin qui \u00e8 passato per lo pi\u00f9 sotto silenzio quello che sta avvenendo nelle stanze dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) a Ginevra. <strong>Alla prossima Assemblea Mondiale della Sanit\u00e0 i 194 Stati membri dell\u2019OMS saranno chiamati ad esprimersi su due risoluzioni: una per approvare gli emendamenti agli attuali Regolamenti Sanitari Internazionali RSI (2005); l\u2019altra per adottare un Accordo pandemico. Entrambi se approvati nelle versioni attualmente note, conferirebbero nuovi poteri all\u2019OMS con una sostanziale cessione della sovranit\u00e0 nazionale degli Stati membri in tema di salute.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo da tempo l\u2019OMS non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019organizzazione governata dai suoi Stati membri in una dinamica multilaterale classica. Di fatto l\u2019Assemblea mondiale della sanit\u00e0, massimo organo decisionale dell\u2019OMS, non assicura pi\u00f9 la funzione di \u201cindirizzo e coordinamento delle attivit\u00e0 di sanit\u00e0 internazionali\u201d come previsto dalla Costituzione dell\u2019OMS. Bench\u00e9 ancora finanziata principalmente dagli Stati membri, l\u2019<strong>OMS \u00e8 oggi fortemente assoggettata a poteri e interessi privati<\/strong> e anche nella governance sanitaria globale gioca un ruolo ormai in gran parte di pura facciata. Altri sono gli attori che dirigono i giochi. \u00c8 per questa ragione che alle attuali condizioni <strong>un\u2019ulteriore cessione di sovranit\u00e0 alla OMS<\/strong> va fermamente rigettata in quanto rappresenterebbe in realt\u00e0 non un migliore e pi\u00f9 efficace coordinamento dell\u2019azione internazionale di prevenzione e controllo delle pandemia, ma la <strong>dipendenza delle scelte nazionali in tema di sanit\u00e0 da decisioni vincolate a poteri e interessi privati<\/strong> transnazionali, in una drammatica <strong>\u201ccattura del regolatore e del decisore politico\u201d.<\/strong> Questa \u201ccattura\u201d avviene attraverso una molteplicit\u00e0 di meccanismi (vedi grafico). Dopo una breve presentazione dello stato di avanzamento dei citati negoziati, analizzer\u00f2 brevemente lo strumento finanziario come meccanismo di controllo, rimandando a future riflessioni l\u2019approfondimento degli altri meccanismi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I negoziati in corso <\/h2>\n\n\n\n<p>Presso l\u2019OMS sono in corso negoziati riguardanti il futuro della preparazione e la risposta alle emergenze pandemiche. Si tratta di due processi in parallelo e con momenti di confronto tra i due gruppi negoziali. Il primo, di cui si parla di pi\u00f9, riguarda un eventuale \u201cConvenzione, Accordo o altro strumento internazionale sulla prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie\u201d sotto l\u2019egida dell\u2019OMS, pi\u00f9 noto come \u201c<em>Trattato o accordo pandemico<\/em>\u201d. Il secondo negoziato riguarda la revisione degli attuali Regolamenti di Sanit\u00e0 Internazionale (RSI 2005). L\u2019avvio di tale processo fu deciso dagli Stati membri dell&#8217;OMS con la decisione dell&#8217;Assemblea Mondiale della Sanit\u00e0 <a href=\"https:\/\/apps.who.int\/gb\/ebwha\/pdf_files\/WHA75\/A75(9)-en.pdf\">WHA75(9) (2022)<\/a>. Entrambi i processi nascono da una sola considerazione: l\u2019attuale architettura globale di risposta alle emergenze sanitarie \u2013 i RSI (2005), appunto \u2013 non \u00e8 stata sufficiente per un\u2019adeguata gestione della pandemia di Covid-19. Senza peraltro una valutazione indipendente e approfondita della gestione della pandemia da parte dell\u2019OMS, n\u00e9 uno studio che indichi il vuoto giuridico che motivi un nuovo Trattato o accordo internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Come gi\u00e0 scrivevo il <a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=2857\">31 di marzo del 2023<\/a>, nonostante alcuni incontri di coordinamento tra l\u2019organo intergovernativo (<em>Intergovernmental Negotiating Body<\/em>, INB) che sta negoziando il \u201c<em>Trattato\/accordo pandemico<\/em>\u201d e il gruppo di lavoro che discute gli emendamenti ai RSI &nbsp;(<em>Working Group on International Health Regulations<\/em>, WGIHR) \u00e8 ancor poco chiaro come, se adottati, i due strumenti in discussione entreranno in sintonia.&nbsp; L\u2019obiettivo per l\u2019approvazione di entrambi rimane l\u2019Assemblea Mondiale della Sanit\u00e0 che si riunir\u00e0 nel maggio 2024.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo entrambi i processi vengo portati avanti in modo estremamente riservato, senza rendere pubbliche le nuove versioni dei documenti in discussione via via che vengono raggiunti accordi su singole parti di essi. Quindi, senza permettere un dibattito pubblico e tantomeno un\u2019analisi parlamentare su ci\u00f2 che bolle in pentola. Ci\u00f2 evidentemente non pu\u00f2 che accrescere i dubbi circa i contenuti e i sospetti circa le ragioni di tanta segretezza. Per quanto riguarda gli <strong>emendamenti ai RSI (2005)<\/strong> il testo a disposizione porta ancora la data di <a href=\"https:\/\/apps.who.int\/gb\/wgihr\/pdf_files\/wgihr2\/A_WGIHR2_7-en.pdf\">febbraio 2023<\/a>, lasciando invariate tutte le <a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=2857\">perplessit\u00e0 gi\u00e0 espresse<\/a>; mentre per quanto riguarda l\u2019<strong><em>Accordo pandemico<\/em><\/strong> l\u2019ultima versione disponibile risale a <a href=\"https:\/\/apps.who.int\/gb\/inb\/pdf_files\/inb7\/A_INB7_3-en.pdf\">ottobre 2023<\/a>. Lasciando comunque senza risposta molti degli interrogativi e le preoccupazioni sollevate da pi\u00f9 parti. Se quegli strumenti fossero adottati dall\u2019Assemblea mondiale della sanit\u00e0, nelle versioni ad oggi pubblicate, le decisioni dell\u2019OMS diventerebbero vincolanti salvo per gli Stati che non rigettino formalmente e nei tempi previsti (entro 10 mesi) gli emendamenti ai RSI o non ratifichino il Trattato pandemico. \u00c8 evidente che 10 mesi rappresentano\u00a0 un tempo estremamente ristretto anche per l\u2019analisi e decisione sul testo approvato; decisione peraltro interamente affidata al Governo, non essendo previsto un passaggio parlamentare, indispensabile invece per la ratifica dell\u2019Accordo pandemico da parte dei Paesi membri per la quale sono previsti 18 mesi. Se anche solo uno dei due strumenti normativi venisse approvato senza sostanziali cambiamenti rispetto ai testi noti, importanti decisioni\u00a0 di politica sanitaria e con impatto su molteplici aspetti personali e sociali della vita dei cittadini italiani (<a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=2857\">si veda l\u2019analisi del 31 marzo<\/a>) verrebbero conferite ad un\u2019OMS da tempo \u201ccatturata\u201d da interessi politici ed economici certamente diversi da quelli della salute pubblica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019OMS catturata. Il peso dei finanziamenti<\/h2>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 l\u2019OMS sia formalmente controllata dai 194 Stati membri, riuniti nell\u2019Assemblea mondiale della sanit\u00e0, e dai 34 membri del Consiglio esecutivo periodicamente eletti tra quelli, \u00a0cui il Direttore generale deve render conto, altri meccanismi di \u201ccattura del policy-maker\u201d concorrono all\u2019assoggettamento dell\u2019OMS ai \u201cpoteri forti\u201d (finanziamento della ricerca, porte girevoli, lobbismo, controllo dell\u2019informazione) (vedi Fig. 1). Qui mi soffermer\u00f2 solo sui finanziamenti diretti all\u2019OMS.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-10.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"940\" height=\"858\" src=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-10.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3033\" srcset=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-10.png 940w, https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-10-300x274.png 300w, https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-10-768x701.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 1- Meccanismi di cattura del policy maker da parte degli attori globali privati. <br>Fonte: Matteucci, N., Missoni, E., Strategie di cattura e governance multistakeholder: il caso OMS. In: Lello, L. e Bertuzzi N. (a cura di) <em>Dissenso Informato. Pandemiail dibattito mancato e le alternative possibili<\/em>, Castelvecchi, Roma, 2022, pp. 151-166.: Modificato<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Come gi\u00e0 ricordato <a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=2857\">qui<\/a> nei gruppi e nelle reti sociali pi\u00f9 attenti ai processi in corso, si sente spesso dire che l\u2019OMS \u00e8 una \u201corganizzazione privata\u201d o che \u201c\u00e8 finanziata in maggior parte dai privati\u201d o analoghe affermazioni inesatte. Per comprendere i meccanismi di finanziamento e del controllo <em>formale<\/em> dell\u2019OMS, rimando ancora una volta a <a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=2857\">quanto gi\u00e0 scritto<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base dei <a href=\"https:\/\/open.who.int\/2022-23\/contributors\/contributor\">dati relativi al biennio 2022-2023 (aggiornati a novembre 2023)<\/a> i <strong>contributi obbligatori<\/strong> degli Stati Membri costituiscono l\u201911% del totale delle risorse a disposizione dell\u2019OMS nel biennio (poco pi\u00f9 di 9 miliardi di dollari US). I <strong>contributi volontari<\/strong> degli Stati membri costituiscono poi un altro 43% del bilancio totale. Quindi <strong>complessivamente gli Stati membri contribuiscono a circa il 54% del bilancio dell\u2019OMS<\/strong>. Di quei contributi volontari una piccola parte \u00e8 detta \u201c<em>core<\/em>\u201d (base) in quanto non vincolata a priorit\u00e0 dello Stato donatore e quindi, come i contributi obbligatori, &nbsp;soggetta solo alle indicazioni strategiche dell\u2019Assemblea mondiale della sanit\u00e0, quindi alle risoluzioni adottate dagli Stati membri. Il fatto che i contributi obbligatori \u201ccore\u201d non siano finalizzati a priorit\u00e0 e progetti del donatore, non significa che quei contributi non \u201cpesino\u201d sulle strategie dell\u2019OMS e le decisioni prese dall\u2019Assemblea. In effetti sono un buona misura del \u201cpeso politico\u201d del donatore, cui l\u2019Organizzazione tender\u00e0 a prestare maggiore attenzione. La scelta del Regno Unito di destinare la parte pi\u00f9 grande (56%) del proprio contributo complessivo a contributi volontari \u201ccore\u201d, (scelta seguita in minor misura della Germania) pu\u00f2 in questo senso essere considerata una scelta strategica di politica estera.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i fondi non assoggettati a priorit\u00e0 indicate dal donatore rientrano infine i cosiddetti \u201c<strong>costi di supporto al programma<\/strong>\u201d (6% del bilancio totale); si tratta di una percentuale destinata alle spese generali dell\u2019OMS applicata a tutti i progetti e le iniziative finanziate da donatori pubblici e privati. Questi ultimi, insieme ai fondi \u201ccore\u201d e quelli derivanti da contributi obbligatori, costituiscono circa il <strong>20% non vincolato del bilancio totale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il restante <strong>80% circa del bilancio \u00e8 dunque costituito da contributi volontari vincolati alle priorit\u00e0 o a progetti definiti dai donatori<\/strong>. Questi come abbiamo visto sono Stati membri (50% circa) e organizzazioni intergovernative (ulteriori fondi pubblici) (16,5%, pari al 13% del bilancio totale), nonch\u00e9 una variet\u00e0 di organizzazioni private e partenariati pubblico-privati. Tra le prime figurano le fondazioni che si autodefiniscono \u201cfilantropiche\u201d \u2013 di cui <strong>la Fondazione Gates fa la parte del leone<\/strong> (13% dei contributi volontari, pari al 10% del bilancio totale) \u2013 molteplici ONG (complessivamente 4,7% dei CV e 4% del bilancio totale) e il settore privato dell\u2019industria transnazionale, compresa quella farmaceutica (2% dei CV, 1,9% del bilancio). Tra i partenariati pubblico-privati emerge l\u2019<strong>Alleanza GAVI<\/strong>, per le vaccinazioni, iniziata (nel 2000) e fortemente controllata dalla Fondazione Gates e dal settore privato. GAVI apporta 7,8% dei CV e circa il 6% del bilancio totale, cui concorre per un sesto la stessa Fondazione Gates \u00a0(vedi Fig. 2).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"936\" height=\"528\" src=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-11.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3034\" srcset=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-11.png 936w, https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-11-300x169.png 300w, https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-11-768x433.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 936px) 100vw, 936px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 2 &#8211; Ripartizione del bilancio dell&#8217;OMS \u2013 elaborazione dell\u2019autore su dati OMS<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In sintesi, considerando i soli finanziamenti dell\u2019OMS non possiamo dire che il settore privato \u00e8 il principale finanziatore dell\u2019Organizzazione. Non \u00e8 per\u00f2 trascurabile che l\u201980% circa del bilancio sia vincolato alle priorit\u00e0 dei donatori e quindi non possa rispondere con la flessibilit\u00e0 dovuta alle necessit\u00e0 e agli obiettivi individuati dall\u2019Assemblea mondiale della sanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Se i privati rispondono a propri interessi, anche commerciali \u2013 seppure indiretti \u2013 anche gli Stati membri spingono l\u2019uso dei fondi sulla base delle loro priorit\u00e0 geopolitiche o settoriali, influenzati a loro volta da potenti lobby economiche. Quindi pu\u00f2 essere interessante analizzare <strong>a cosa vengono destinati i fondi<\/strong> dei contributi volontari finalizzati o tematici, prendendo ad esempio solo i primi quattro contribuenti dell\u2019OMS.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Fondazione Gates<\/strong> (secondo finanziatore dell\u2019OMS) destina pi\u00f9 dell\u201980% dei suoi contributi diretti all\u2019OMS alla campagna antipolio, alla risposta a epidemie, pandemie e altre emergenze sanitarie, a farmaci e vaccini, ricerca e innovazione. Ci\u00f2 senza contare il ruolo che gioca nell\u2019<strong>Alleanza GAVI <\/strong>(quarto finanziatore) che ovviamente finalizza ai vaccini il suo contributo all\u2019OMS.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli <strong>Stati Uniti d\u2019America<\/strong> che dell\u2019OMS che sono il primo finanziatore e da sempre il paese che pi\u00f9 di ogni altro ha segnato le sorti dell\u2019OMS, sembra avere le stesse priorit\u00e0 destinando il 63% dei contributi alle emergenze sanitarie, ivi incluse epidemie e pandemie, e il 15% al programma antipolio. La <strong>Germania,<\/strong> terzo finanziatore dopo gli Stati Uniti e la Fondazione Gates, sembra avere le stesse priorit\u00e0 (77% per varie configurazioni di emergenze e pandemie, e 8% per la Polio).<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, stiamo analizzando un biennio fortemente influenzato dalla pandemia di Covid-19, ma sapendo che almeno <a href=\"https:\/\/ourworldindata.org\/causes-of-death-treemap\">il 74% della mortalit\u00e0 a livello mondiale \u00e8 causata da malattie croniche non trasmissibili<\/a> (malattie cardiocircolatorie e respiratorie, cancro, neurodegenerative), sorprende scoprire quanti pochi fondi sono destinati al controllo di quelle malattie e ai loro determinanti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-12.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"936\" height=\"596\" src=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-12.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3035\" srcset=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-12.png 936w, https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-12-300x191.png 300w, https:\/\/eduardomissoni.info\/wp-content\/uploads\/image-12-768x489.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 936px) 100vw, 936px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 3 &#8211; Principali finanziatori dell&#8217;OMS nel biennio 2022\/2023 al novembre 2023. <br>Elaborazione dell&#8217;autore su dat OMS<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Allora sorge il sospetto, non del tutto infondato, che epidemie e pandemie stuzzichino gli interessi della grande industria farmaceutica (<em>BigPharma<\/em>), che come \u00e8 noto ricorre a qualsiasi mezzo affinch\u00e9 i Paesi s\u2019impegnino nell\u2019acquisto di farmaci e vaccini. Al contrario \u00e8 noto che la prevenzione &nbsp;e il controllo delle malattie croniche si scontra con gli interessi dell\u2019industria transnazionale alimentare (<em>Big Food<\/em>), dell\u2019agrobusiness, dell\u2019industria del tabacco, dell\u2019industria estrattiva e delle molteplici altre industrie altamente contaminanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, per comprendere la dipendenza dell\u2019OMS dai suoi donatori \u00e8 importante capire il peso specifico di ciascuno di essi, ma conoscere la fruibilit\u00e0 di quei fondi e a quali attivit\u00e0 sono destinati \u00e8 altrettanto illuminante. Sar\u00e0 interessante seguire ulteriormente questa pista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eduardo Missoni Fin qui \u00e8 passato per lo pi\u00f9 sotto silenzio quello che sta avvenendo nelle stanze dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) a Ginevra. 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