{"id":3264,"date":"2025-08-03T00:08:57","date_gmt":"2025-08-03T00:08:57","guid":{"rendered":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=3264"},"modified":"2025-09-25T12:22:10","modified_gmt":"2025-09-25T12:22:10","slug":"la-sfida-della-ricostruzione-del-sistema-sanitario-di-gaza-una-rassegna-narrativa-verso-la-sostenibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=3264","title":{"rendered":"La sfida della ricostruzione del sistema sanitario di Gaza: Una rassegna narrativa verso la sostenibilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Di fronte al dramma di Gaza con <strong>Kasturi Sen<\/strong>, collega dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford, ci siamo voluti interrogare sulla sfida della costruzione di un futuro sistema sanitario. In qualche modo, il <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2227-9032\/13\/15\/1860\">nostro lavoro di ricerca<\/a> (presentato gi\u00e0 in aprile ma pubblicato solo il 29 di luglio dopo il rigoroso processo di peer-review) nella forma di quella che in gergo si chiama una revisione narrativa \u2013 ovvero una panoramica critica della letteratura scientifica \u2013 vuole essere un <strong>messaggio di denuncia e di speranza, nonch\u00e9 un richiamo alla comunit\u00e0 internazionale in particolare quella dei medici e degli altri operatori sanitari ad esprimersi a sostegno del popolo di Gaza e unirsi alla condanna del genocidio in atto<\/strong>.<\/p>\n<h2>Il retroscena: la guerra ininterrotta<\/h2>\n<p>Da quando Hamas \u00e8 stato eletto al potere a Gaza nel 2006, ci sono state otto guerre tra il 2008 e il 2023, insieme a un blocco totale che ha reso la sopravvivenza quotidiana nella Strisica di Gaza una enorme sfida.<\/p>\n<p>La guerra del 2008 \u00e8 durata 23 giorni, quella del 2012 otto giorni, quella del 2014 cinquanta giorni e quella del 2018 ha comportato una sparatoria di massa al confine settentrionale, uccidendo e ferendo centinaia di persone che protestavano contro il blocco. La guerra del 2021 \u00e8 durata 11 giorni.<\/p>\n<p>Ora siamo all\u2019ottava guerra. Ogni guerra ha causato morti, feriti e distruzione di infrastrutture sanitarie e residenziali. La guerra iniziata nel 2023 e cui ancora non si pone fine, ha prodotto la sistematica devastazione quasi totale di vite, salute, infrastrutture e ambiente. Il bilancio \u00e8 sconcertante, tanto che molte agenzie multilaterali, tra cui l\u2019ONU, hanno definito la situazione un genocidio.<\/p>\n<h2>Gli operatori sul campo e la raccolta delle informazioni<\/h2>\n<p>\u00c8 difficile ottenere cifre precise nella maggior parte delle zone di conflitto, ma le stime suggerivano oltre 49.000 morti alla fine di marzo 2025, soprattutto donne e bambini (70%), 110.000 feriti e 30.000 dispersi.<\/p>\n<p>Oltre l\u201980% delle abitazioni distrutte, il 60% degli ospedali non funzionanti e i restanti a malapena operativi.<\/p>\n<p>Numeri che crescono incessantemente.<\/p>\n<p>Gravi carenze di medicinali e di ossigeno. Le agenzie delle Nazioni Unite, tra cui l\u2019Ufficio per il Coordinamento dell\u2019Assistenza Umanitaria (OCHA), l\u2019Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l\u2019Occupazione della Palestina (UNRWA), e l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS), forniscono aggiornamenti settimanali, documentando la crisi umanitaria e l\u2019immensa sfida della ricostruzione di Gaza.<\/p>\n<p>La ricostruzione del sistema sanitario di Gaza deve tenere conto del conflitto in corso, che causa un grave logoramento a livello individuale, collettivo e ambientale. Ogni guerra peggiora la mortalit\u00e0, la morbilit\u00e0, la perdita di infrastrutture e la distruzione ambientale. Con l\u2019aumento dell\u2019intensit\u00e0 della guerra, aumentano morti e sofferenza, nonch\u00e9 la distruzione delle infrastrutture.<\/p>\n<p>La documentazione esistente \u00e8 per lo pi\u00f9 descrittiva e basata su dati che privilegiano la raccolta rapida di dati rispetto all\u2019analisi approfondita in una crisi dinamica. I rapporti compilati dalle organizzazioni umanitarie multilaterali pi\u00f9 vicine al territorio in collaborazione con il Ministero della Sanit\u00e0 di Gaza documentano i morti, i feriti e la perdita di infrastrutture. I rapporti evidenziano la grave carenza di medicinali, ossigeno e attrezzature, mentre riferiscono e condannano gli attacchi agli operatori e alle strutture sanitarie. E ora anche la carestia. Tutte le agenzie chiedono un cessate il fuoco urgente e la ripresa degli aiuti umanitari.<\/p>\n<p>Le agenzie multilaterali devono affrontare due preoccupazioni fondamentali. Innanzitutto, garantire un cessate il fuoco duraturo, visto che in passato sono stati uccisi in modo mirato gli operatori umanitari. Sono anche preoccupate per la necessit\u00e0 immediata di potenziare in modo massiccio le catene di approvvigionamento di cibo, carburante, medicinali e acqua, che la guerra ha interrotto.<\/p>\n<p>Diverse agenzie delle Nazioni Unite hanno evidenziato i problemi sollevati nel loro lavoro quotidiano dagli attacchi alle infrastrutture sanitarie e dall\u2019uccisione degli operatori sanitari. Finora sono stati uccisi quasi 300 operatori sanitari dell\u2019ONU\/OMS e molti altri sono rimasti feriti.<\/p>\n<p>Si mette in evidenza l\u2019impatto devastante del conflitto sui bambini e sulle donne incinte, unitamente all\u2019impossibilit\u00e0 di lavorare senza un cessate il fuoco umanitario e con le forniture interrotte. Nonostante fin dall\u2019inizio del conflitto nel novembre 2023, si sia sollecitato un cessate il fuoco umanitario, il conflitto \u00e8 continuato senza sosta. Una sfida importante per le agenzie \u00e8 la capacit\u00e0 di coordinare gli sforzi umanitari. La scarsit\u00e0 di risorse, vincoli politici e logistici oltre e conflitto obbligano spesso ad un lavoro frammentario. Sarebbe indispesnabie mettere in comune le risorse finanziarie e umane tra i vari settori.<\/p>\n<p>\u00c8 anche evidente che la collaborazione delle comunit\u00e0 locali non pu\u00f2 che essere limitata per una popolazione che ha sopportato lesioni estreme, morti e fame. Le priorit\u00e0 delle comunit\u00e0 variano in base alla posizione, ai danni e alle perdite personali. L\u2019assedio di Gaza, un processo geopolitico trascurato, mina l\u2019assistenza sanitaria attraverso il controllo della catena di approvvigionamento e la destabilizzazione del sistema. L\u2019assedio rende deliberatamente la popolazione prigioniera, impedendo un sistema sanitario funzionale. Le infrastrutture di Gaza sono state continuamente spogliate di ogni risorsa, obbligando i residenti alla dipendenza da Israele, dagli organismi internazionali e dagli aiuti.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019assedio, non mancano per\u00f2 gli sforzi locali per contrastare il collasso del sistema sanitario. Postazioni mediche, simili a rudimentali cliniche mobili, operano in 28 aree, fornendo assistenza primaria e gestione dei traumi alle popolazioni sfollate. Anche se sistematicamente bombardate, le postazioni hanno continuato a esistere nonostante la grave carenza di medicinali, attrezzature e personale dovuta al controllo della catena di approvvigionamento e alle perdite di operatori sanitari. La sostituzione degli operatori sanitari rimane una sfida importante, che mette a rischio le popolazioni vulnerabili, aumentando le morti prevenibili e ostacolando le risposte ai bisogni sanitari acuti e cronici. Diverse studi auspicano soluzioni innovative come la telemedicina e l\u2019espansione delle cliniche mobili, mentre chiedono un\u2019azione internazionale urgente per garantire un\u2019assistenza sanitaria d\u2019emergenza sostenibile.<\/p>\n<h2>La distruzione delle infrastrutture sanitarie<\/h2>\n<p>Nel novembre 2023, due terzi degli ospedali di Gaza e met\u00e0 delle strutture educative gestite dall\u2019UNRWA, utilizzate come rifugi, sono stati distrutti. Anche le ambulanze che trasportavano pazienti gravemente malati in Egitto sono state messe fuori uso dai bombardamenti. Nel febbraio 2024, \u00e8 stato riferito che \u201cogni ospedale di Gaza \u00e8 danneggiato, distrutto o fuori servizio per mancanza di carburante\u201d.<\/p>\n<p>I ripetuti attacchi hanno lasciato la maggior parte degli ospedali, delle cliniche e dei centri di assistenza sanitaria primaria senza la capacit\u00e0 di funzionare efficacemente a fronte di un bisogno drammatico. I 17 anni di assedio, e i ripetuti attacchi anche prima dell\u2019attuale conflitto hanno lasciato l\u2019infrastruttura sanitaria frammentata, priva di servizi sub-specialistici e incapace di importare attrezzature mediche essenziali. Prima dell\u2019ottobre 2023, solo 35 ospedali con 3412 posti letto servivano oltre 2 milioni di persone.<\/p>\n<p>La paralisi del sistema sanitario di Gaza ha avuto un forte impatto anche sulle persone affette da patologie croniche, come il diabete e le malattie cardiache, che richiedono cure e farmaci continui. All\u2019inizio dell\u2019attuale conflitto, circa 350.000 persone soffrivano di patologie croniche, tra cui cancro, diabete, insufficienza renale cronica e insufficienza cardiaca, mentre quasi 50.000 donne incinte non disponevano di cure essenziali. La necessit\u00e0 di una fornitura continua di farmaci e di attrezzature sar\u00e0 un fattore importante di morbilit\u00e0 e mortalit\u00e0 prevenibili in futuro. L\u2019incapacit\u00e0 di fornire farmaci vitali, insieme alla carenza di carburante e alla mancanza di elettricit\u00e0, porter\u00e0 semplicemente ad altre morti. Quasi il 95% della popolazione di Gaza non ha acqua potabile e oltre l\u201985% vive in povert\u00e0. Dal 7 ottobre, l\u2019embargo totale imposto da Israele ha interrotto la fornitura di carburante, energia elettrica, cibo e acqua potabile.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 medica internazionale che avrebbe il dovere morale di esprimersi per la fine del conflitto, \u00e8 rimasta per lo pi\u00f9 in silenzio. Israele ha violato ogni norma del Diritto Internazionale Umanitario a tutela degli operatori e delle infrastrutture sanitarie. Solo un cessate il fuoco duraturo pu\u00f2 consentire una ricostruzione sostenibile. \u00c8 indispensabile l\u2019applicazione urgente delle leggi internazionali.<br \/>\nLe malattie, la sofferenza<\/p>\n<p>A sei settimane dall\u2019inizio del conflitto, il bilancio delle vittime di Gaza aveva gi\u00e0 superato gli 11.000 morti, di cui oltre un terzo bambini. Pi\u00f9 di 27.000 sono stati i feriti. Mentre le operazioni militari israeliane hanno preso di mira il nord e Gaza City, il 70% dei 2,2 milioni di residenti di Gaza \u00e8 stato costretto a spostarsi a sud, ma anche coloro che sono in fuga o gi\u00e0 sfollati non sono risparmiati dal tiro dell\u2019esercito israeliano.<\/p>\n<p>Le malattie infettive si diffondono rapidamente a causa della distruzione mirata delle infrastrutture idriche, igieniche ed elettriche. I ripetuti spostamenti e della mancanza di alloggi, facilitano la diffusione di scabbia, pidocchi, varicella, malattie diarroiche ed epatite. I dati pubblicati di recente evidenziano i numeri sconcertanti di casi. Dall\u2019inizio del conflitto, sono stati registrati 40.000 casi di epatite, quasi un milione di infezioni acute del tratto respiratorio, mezzo milione di casi di diarrea acuta e oltre 10.000 casi di ittero. In un\u2019area densamente popolata e con la popolazione ripetutamente sfollata, \u00e8 probabile che queste cifre siano sottostimate. La mancanza di forniture e attrezzature mediche significa che molte infezioni rimarranno non trattate e creeranno ulteriori complicazioni sanitarie. L\u2019incessante bombardamento e l\u2019ordine da parte di Israele di interrompere le attivit\u00e0 sanitarie o di evacuare strutture sanitarie impediscono ai pazienti di accedere alle cure tanto necessarie e agli operatori sanitari di fornirle.<\/p>\n<p>Particolarmente preoccupante \u00e8 il riemergere della poliomielite, precedentemente dichiarata eradicata dal Ministero della Salute di Gaza dal 1999. La situazione \u00e8 stata esacerbata dal collasso dei programmi di vaccinazione e soprattutto dalla perdita del sistema igienico-sanitario, con la polio rilevata nelle acque reflue all\u2019inizio del conflitto. Diversi autori chiedono un\u2019azione immediata per prevenire disabilit\u00e0 a vita nei bambini e la fornitura di attrezzature per individuare e prevenire l\u2019ulteriore diffusione del virus. Sottolineano la necessit\u00e0 di proteggere le postazioni mediche nonostante le risorse limitate per intraprendere questo lavoro. Il programma di vaccinazione d\u2019emergenza dell\u2019OMS, lanciato nel luglio 2024, si rivolge a 600.000 bambini nell\u2019ambito di un cessate il fuoco temporaneo. Tuttavia, secondo l\u2019OMS, gli spostamenti ripetuti in corso ostacolano gli sforzi di per controllare la polio. Secondo le stime, circa 7.000-10.000 bambini in aree difficili da raggiungere sono a rischio di paralisi e disabilit\u00e0 a lungo termine.<\/p>\n<p>La restrizione dell\u2019accesso umanitario, anche ai servizi di salute mentale e ai farmaci, sostiene, aggrava le sofferenze, soprattutto per coloro che hanno condizioni psichiatriche preesistenti. Esiste un\u2019urgente necessit\u00e0 di supporto psicosociale e di salute mentale. La prevenzione delle disabilit\u00e0 a lungo termine sar\u00e0 fondamentale per la ricostruzione del sistema sanitario di Gaza.<br \/>\n\u00c8 indispensabile fornire una prospettiva per la ricostruzione<\/p>\n<p>Nonostante la grave situazione crisi, \u00e8 indispensabile fornire una prospettiva per la ricostruzione del sistema sanitario di Gaza, ripartendo dai bisogni immediati, a medio e lungo termine in fasi successive.<\/p>\n<p>\u00c8 stato proposto un approccio nazionale inclusivo ai servizi sanitari in tutta la Palestina. Un \u201cpiano di ripresa dalla crisi\u201d con una collaborazione internazionale, regionale e nazionale per la pianificazione e il finanziamento. La priorit\u00e0 immediata \u00e8 una valutazione completa dei bisogni, e quindi degli aiuti umanitari e del supporto medico necessari. Nel contempo bisogna assicurare la sopravvivenza e accettabili condizioni di vita della popolazione; riscostruire i servizi pubblici, compreso quelli sanitari.<\/p>\n<p>Ci vorranno almeno 10 anni, per una ricostruzione del sistema sanitario di Gaza a livello degli standard minimi dell\u2019OMS e integrata nei pi\u00f9 ampi sforzi di ripresa nazionale. Tuttavia, un cessate il fuoco permanente \u00e8 essenziale per qualsiasi azione.<\/p>\n<p>Il conflitto ha creato una prolungata emergenza sanitaria a causa della mancanza di accesso alle necessit\u00e0 essenziali per salvare la vita, comprese le forniture mediche e le cure di qualit\u00e0. Sebbene tutta la popolazione sia colpita, secondo questo punto di vista i bambini sono quelli pi\u00f9 gravemente colpiti da traumi e sfollamenti.<\/p>\n<p>\u00c8 indispensabile esercitare pressioni politiche su Israele per riaprire le catene di approvvigionamento. La salute e la sanit\u00e0 sono le prime vittime del conflitto ivi incluse centinaia di attacchi a pazienti, personale medico e ambulanze dall\u2019inizio di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Tra carenze e bombardamenti incessanti, l\u2019OMS si trova ad affrontare sfide importanti per fornire assistenza sanitaria. dando priorit\u00e0 ai bisogni immediati, affrontando i traumi fisici e mentali attraverso cliniche mobili e teleconsulti dovendo sostenere anche il benessere mentale e fisico degli operatori sanitari, spesso gravemente traumatizzati.<\/p>\n<p>La salute pubblica \u00e8 una questione di benessere sia fisico che mentale. L\u2019occupazione delle terre palestinesi da parte di Israele ha negato a Gaza tutti gli aspetti della salute pubblica da quando \u00e8 iniziato l\u2019assedio 17 anni fa. L\u2019assedio, insieme a una politica di impoverimento, ha limitato il lavoro, il commercio e la produzione, con un grave impatto sulla vita a Gaza.<\/p>\n<p>Otto guerre e invasioni dal 2008 al 2023 hanno causato uccisioni, distruzione e violenza diffusa, danneggiando la salute fisica e psicologica degli abitanti. \u00c8 indispensabile comprendere i determinanti sociali e politici della salute, a Gaza l\u2019occupazione israeliana \u00e8 il principale determinante. \u00c8 necessario considerare la \u201cqualit\u00e0 della vita\u201d \u2013 al di l\u00e0 delle morti e delle privazioni \u2013 inclusa la salute mentale, come parte integrante di qualsiasi recupero. Il punto di partenza per la vita a Gaza inizia con l\u2019interruzione dell\u2019occupazione che \u00e8 alla base della crisi a lungo termine che \u00e8 stata amplificata dall\u2019attuale conflitto.<\/p>\n<p>I bisogni immediati riguardano acqua pulita, servizi igienici e la riapertura delle catene di approvvigionamento di cibo, medicine e ossigeno. Sono indispensabili spazi sicuri e un cessate il fuoco duraturo. Nel complesso mostrano a che l\u2019entit\u00e0 dei bisogni \u00e8 enorme. Molti, compresi i rapporti delle Nazioni Unite, sottolineano l\u2019urgente necessit\u00e0 di servizi di salute mentale, soprattutto per i bambini feriti, orfani e sfollati; tuttavia, questo aspetto non viene affrontato in modo coerente. Si riscontrano alti tassi di disturbi mentali a causa delle violenze in corso e dello sfollamento, con lacune nell\u2019assistenza, poich\u00e9 le lesioni fisiche hanno la priorit\u00e0. Tuttavia, si trascura l\u2019impatto sproporzionato della salute mentale sulle donne e sugli operatori sanitari. Il supporto per gli operatori sanitari traumatizzati non pu\u00f2 essere trascurato poich\u00e9 nel futuro ci sar\u00e0 un\u2019esplosione del bisogno di assistenza sanitaria con una forza lavoro fortemente impoverita.<\/p>\n<p>La maggior parte dei lavori scientifici trascura il ruolo essenziale della sicurezza, che \u00e8 fondamentale per ricostruire il sistema sanitario di Gaza. Con personale sanitario e finanze limitate, \u00e8 necessaria una maggiore collaborazione tra ONU, ONG, e Stato per una ripresa complessiva. Pochi lavori sottolineano la valutazione delle priorit\u00e0 delle popolazioni sfollate e traumatizzate attraverso la consultazione delle comunit\u00e0 locali. Nonostante i ripetuti conflitti, a Gaza esistono gruppi locali che si occupano dei bisogni pi\u00f9 urgenti attraverso la collaborazione e il sostegno della comunit\u00e0. Sembra che l\u2019attuale conflitto miri a cancellare luoghi, appartenenze e memorie pi\u00f9 di qualsiasi altro in precedenza. Collaborare con le organizzazioni locali \u00e8 la chiave per una ricostruzione sostenibile, dando priorit\u00e0 alle persone per promuovere l\u2019appartenenza alla comunit\u00e0 e la gestione futura, nonostante le sfide.<\/p>\n<h2>Pensare un sistema sanitario<\/h2>\n<p>La fine dell\u2019occupazione \u00e8 essenziale per l\u2019autodeterminazione e la libert\u00e0 di movimento. Fermare la guerra, ritirare le forze di occupazione, togliere l\u2019assedio e garantire la circolazione sono prerequisiti per qualsiasi intervento sanitario efficace. Nella figura illustriamo gli interventi necessari utilizzando l\u2019approccio proposto dall\u2019OMS per \u201cblocchi\u201d del sistema sanitario (Fig.1).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4756\" src=\"https:\/\/www.assis.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Screenshot-2025-07-31-095045.png\" sizes=\"auto, (max-width: 1178px) 100vw, 1178px\" srcset=\"https:\/\/www.assis.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Screenshot-2025-07-31-095045.png 1178w, https:\/\/www.assis.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Screenshot-2025-07-31-095045-300x145.png 300w, https:\/\/www.assis.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Screenshot-2025-07-31-095045-1024x494.png 1024w, https:\/\/www.assis.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Screenshot-2025-07-31-095045-768x370.png 768w, https:\/\/www.assis.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Screenshot-2025-07-31-095045-1080x521.png 1080w\" alt=\"\" width=\"1178\" height=\"568\" \/><\/p>\n<h3>Il governo \u2013 la governance \u2013 del sistema<\/h3>\n<p>Il diritto internazionale non \u00e8 riuscito a fermare le ostilit\u00e0 e a ripristinare gli aiuti umanitari, entrambi cruciali per la normalit\u00e0. Anche gli attori della sanit\u00e0 globale hanno faticato ad affrontare la crisi. La gestione e la governance del processo di ricostruzione \u00e8 una sfida importante e sar\u00e0 essenziale uno sforzo internazionale coordinato, con l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) e altre agenzie delle Nazioni Unite a svolgere un ruolo di primo piano, assicurando che le autorit\u00e0 palestinesi e il Ministero della Sanit\u00e0 di Gaza abbiano la piena titolarit\u00e0 del processo. Occorre stabilire ruoli chiari sia a livello locale che internazionale per garantire l\u2019allineamento e l\u2019armonizzazione degli aiuti, evitare duplicazioni e massimizzare l\u2019efficienza.<\/p>\n<h3>Il finanziamento<\/h3>\n<p>In termini di finanziamento, \u00e8 necessario un aumento su larga scala dei fondi internazionali per affrontare i bisogni sanitari immediati e ripristinare il sistema sanitario, con la rimozione delle restrizioni alla consegna degli aiuti per le forniture essenziali. Un fondo internazionale congiunto faciliterebbe l\u2019allineamento e l\u2019armonizzazione degli aiuti, eviterebbe le duplicazioni e massimizzerebbe l\u2019efficienza. Il sostegno finanziario incondizionato, logistico e di esperti dovrebbe concentrarsi sulla ricostruzione delle infrastrutture sanitarie e sulla creazione di un sistema sanitario sostenibile, non limitandosi a rispondere ai bisogni immediati. Gli aiuti a breve termine non possono risolvere le debolezze di lunga data del sistema sanitario di Gaza. Per garantire l\u2019equit\u00e0 nell\u2019accesso all\u2019assistenza sanitaria, l\u2019obiettivo dovrebbe essere lo sviluppo di un sistema sanitario universalistico, evitando l\u2019acquisto di servizi pagati direttamente dalle persone che vi accedono. Gli sforzi dovrebbero concentrarsi sulla creazione di un quadro equo e sostenibile, riducendo la dipendenza dal sostegno esterno.<\/p>\n<h3>La fornitura dei servizi. Assicurare l\u2019offerta, prevenire la domanda<\/h3>\n<p>La gestione della salute della popolazione, un approccio proattivo per le popolazioni a rischio come Gaza, comporta interventi organizzativi, culturali e individuali. Gli elementi chiave includono la riorganizzazione dei modelli di cura, la responsabilizzazione delle comunit\u00e0, il rafforzamento della governance, l\u2019integrazione dei servizi e la creazione di un ambiente favorevole.<\/p>\n<p>Nella crisi umanitaria senza precedenti di Gaza, la risposta ai bisogni di base come cibo, riparo, sicurezza, acqua e servizi igienici deve essere allineata alla fornitura di servizi e alla riorganizzazione del sistema sanitario. Un approccio intersettoriale cooperativo e approvato dalle autorit\u00e0 sanitarie palestinesi, \u00e8 fondamentale, considerando le oltre 60 agenzie che ad oggi forniscono servizi sanitari. Gli interventi coordinati delle organizzazioni internazionali, delle ONG, dei governi locali e delle comunit\u00e0 sono essenziali per le risposte immediate e a lungo termine. Per assicurare l\u2019impatto a lungo termine delle politiche nutrizionali, in particolare per i pi\u00f9 vulnerabili, come i bambini, i neonati e le madri che allattano, \u00e8 indispensabile intervenire subito con programmi alimentari di emergenza per far fronte alla carestia in atto.<\/p>\n<p>La devastazione causata dai bombardamenti danneggia anche l\u2019ambiente, e le risorse naturali mettendo a rischio la sostenibilit\u00e0 della regione, aggravando la crisi sanitaria e aumentando le esigenze di assistenza sanitaria, con impatti ecologici a lungo termine. Con l\u201980% delle infrastrutture distrutte, il ripristino di acqua, servizi igienici e habitat naturali \u00e8 fondamentale per prevenire ulteriori crisi sanitarie e ambientali. Senza acqua, servizi igienici ed elettricit\u00e0 funzionanti, nessun sistema sanitario pu\u00f2 essere sostenibile. La gestione sostenibile delle risorse \u00e8 fondamentale per preservare le risorse naturali di Gaza, compresa l\u2019energia solare decentralizzata, la purificazione dell\u2019acqua e i sistemi di gestione dei rifiuti. Oltre alle infrastrutture, le iniziative educative dovrebbero mettere la popolazione di Gaza in condizione di adottare pratiche sostenibili come il riciclo e il compostaggio .<\/p>\n<p>Il coinvolgimento della comunit\u00e0 \u00e8 essenziale in tutte le fasi, dalla valutazione dei bisogni all\u2019implementazione. Aiuta a rispondere a esigenze trascurate, come la sepoltura adeguata dei familiari, che pu\u00f2 aiutare ad elaborare il lutto e alleviare l\u2019enorme trauma sofferto.<\/p>\n<p>La ricostruzione delle infrastrutture \u00e8 improbabile nel breve termine, ma le cliniche mobili, gi\u00e0 presenti, devono essere protette e aumentate di numero per affrontare i traumi fisici e mentali, le malattie infettive e le condizioni croniche. L\u2019attenzione dovrebbe essere rivolta a cure primarie, enfatizzando la prevenzione, i servizi di comunit\u00e0 e l\u2019assistenza di primo livello per ridurre il carico ospedaliero e migliorare l\u2019adattabilit\u00e0 del sistema. L\u2019integrazione di un\u2019assistenza alla salute mentale culturalmente competente, una volta attiva, nei servizi primari sar\u00e0 fondamentale per il recupero a lungo termine, insieme al rafforzamento della formazione locale di medici e operatori sanitari.<\/p>\n<h3>L\u2019informazione sanitaria<\/h3>\n<p>I sistemi informativi sanitari sono vitali per la pianificazione dei servizi, ma \u00e8 impegnativo assicurarne un funzionamento nelle aree di conflitto. A Gaza, la maggior parte delle cartelle cliniche \u00e8 stata distrutta e quindi sar\u00e0 essenziale capire come ripristinare una parvenza di sistema informativo sanitario, compresa la gestione della sorveglianza epidemiologica di base. La tecnologia mobile pu\u00f2 supportare lo scambio di dati, le funzioni gestionali e l\u2019orientamento delle cure. L\u2019efficacia del supporto telemedico \u00e8 evidenziata dal lavoro dell\u2019iniziativa globale di telemedicina per l\u2019assistenza ai traumi in circostanze estremamente impegnative e con impatti positivi. La sostenibilit\u00e0 richiede anche la produzione locale di farmaci e attrezzature essenziali.<\/p>\n<p>La ricostruzione del sistema sanitario di Gaza deve essere guidata da una visione trasformativa, riconoscendo la salute come una questione politica. I sistemi di educazione mobile implementati per affrontare la deprivazione educativa della popolazione giovane di Gaza possono anche trasmettere un\u2019educazione sanitaria di supporto.<\/p>\n<h2>Conclusioni<\/h2>\n<p>Il conflitto in corso \u00e8 un conflitto senza precedenti, ormai ampiamente accettato come pulizia etnica e genocidio attuata da Israele. Non \u00e8 iniziato nell\u2019ottobre 2023, ma diversi decenni prima per l\u2019intera regione. Da oltre 17 anni si \u00e8 intensificato a Gaza, sottoposta a un assedio soffocante. Ora, come evidenzia questa narrazione, gran parte di Gaza \u00e8 stata ridotta in macerie, il suolo e le fonti d\u2019acqua avvelenati da intensi bombardamenti e distruzione, insieme a una catastrofe ambientale e a sofferenze umane inimmaginabili. Il conflitto ha infranto anche le regole della Convenzione di Ginevra e il Diritto Internazionale Umanitario sulla protezione dei civili e degli operatori sanitari. Questo pone una grave sfida non solo per la Palestina o la Striscia di Gaza, ma per il mondo intero, indebolendo ulteriormente il sistema multilaterale istituito dopo la Seconda Guerra Mondiale, aumentando drammaticamente il rischio di un nuovo conflitto mondiale e rendendo il mondo un luogo non sicuro per tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p><strong>Abbiamo voluto immaginare un percorso per un possibile futuro sistema sanitario a Gaza. Tuttavia, senza un cessate il fuoco immediato e duraturo e l\u2019autonomia del popolo palestinese, si potr\u00e0 fare ben poco. Per questo \u00e8 indispensabile l\u2019impegno di tutte le donne e gli uomini di buona volont\u00e0, il destino di Gaza appartiene a tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte al dramma di Gaza con Kasturi Sen, collega dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford, ci siamo voluti interrogare sulla sfida della costruzione di un futuro sistema sanitario. In qualche modo, il nostro lavoro di ricerca (presentato gi\u00e0 in aprile ma pubblicato &hellip; <a href=\"https:\/\/eduardomissoni.info\/?p=3264\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[98,58],"tags":[],"class_list":["post-3264","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-etica","category-istituzioni-internazionali-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3264"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3264\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3267,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3264\/revisions\/3267"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/eduardomissoni.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}