Il 2015 si avvicina, ma il millennio non è finito. Cosa ne sarà degli obiettivi di sviluppo?

salute5_bassaEduardo Missoni e Giulia Ferrari

A soli tre anni dal 2015, data prefissata per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG), la comunità internazionale si interroga su quale debba essere l’agenda per lo sviluppo oltre il 2015 (United Nations Development Agenda beyond 2015). Gli MDG hanno rappresentato uno straordinario strumento per catalizzare attenzione e consenso politico a livello globale sui temi dello sviluppo, contribuendo a far crescere il volume degli aiuti allo sviluppo, come riconoscono gli autori di un lungo articolo del Lancet. Tuttavia, l’approccio adottato per la formulazione degli MDG, e di conseguenza le modalità adot- tate per raggiungerli, non sono stati scevri da critiche. Da più parti dunque, l’approssimarsi della scadenza del 2015 è considerata un’eccellente opportunità per la ridefinizione dell’agenda per lo sviluppo e la correzione di quell’approccio, nel metodo e nei contenuti.
La salute è essenziale per il miglioramento delle condizioni di vita e per lo sviluppo, e tre degli otto MDG riguardano direttamente le con- dizioni di salute. In molti Paesi a basso e medio reddito sono stati fatti notevoli progressi in termini di salute nell’ultimo decennio. La mortali- tà infantile e quella materna si sono ridotte a ritmi mai conosciuti in precedenza ed è migliorato il controllo delle principali malattie infetti- ve, come AIDS, malaria e tubercolosi. Ciononostante, è ormai certo che molti Paesi, soprattutto nell’Africa Subsahariana e nell’Asia meri- dionale, non raggiungeranno entro il 2015 le mete stabilite. Il fallimen- to può essere in parte attribuito all’inadeguatezza degli obiettivi e degli indicatori scelti, ma cresce la convinzione che lo sviluppo economico abbia spesso accresciuto le disuguaglianze e le condizioni d’iniquità. Allo stato attuale sono in molti a considerare lacunoso l’attuale sistema di MDG, sostenendo la necessità di ripensare il modello…. Leggi il seguito su www.saluteglobale.it

 

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