La “S” maiuscola che fa la differenza

Messaggio a capi educatori scout in formazione (Rovigo 7 marzo 2015)

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Educazione per un mondo in cui tutti abbiano cibo

serviredi Eduardo Missoni

Una riflessione educativa sul valore del cibo per divenire capaci di apprezzarlo e di operare perché tutti ne possano disporre. Il gioco dello scautismo contiene in sé strumenti efficaci che vengono qui richiamati; altri potranno essere creati o perfezionati all’interno dello stesso gioco.

Nel mondo 165 milioni di bambini soffrono di denutrizione, con gravi conseguenze sulla salute e sul loro sviluppo. Ogni anno un milione e mezzo di bambini muoiono di fame. Ma la maggior parte della popolazione mondiale è ormai sovrappeso o obesa, e soffre di malattie collegate a quel- la condizione, come diabete, iperten- sione e malattie cardiovascolari che costituiscono anche la prima causa di morte a livello mondiale e comportano enormi costi economici e sociali. A differenza di quel che si pensa, oggi l’obesità è un problema che affligge anche i paesi poveri che soffrono dunque del cosiddetto “doppio carico di malattia”.
Due forme di malnutrizione sintomo della stessa causa: una società globalizzata, che ha sostituito i valori della solidarietà e della cooperazione con l’individualismo, e la competizione (leggi oltre)

 

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Auguri!

Natale 2014 – Capodanno 2015

Auguri!

Care amiche e cari amici,

nella bella immagine di Edgar Morin siamo tutte/i equipaggio della navicella spaziale Terra, legate/i da un comune destino planetario. Non sembriamo pero renderci conto della fragilità di quella navicella e dell’insostenibilità di questa società della crescita e del consumo.

Il degrado ambientale e i disastri naturali cui assistiamo con crescente frequenza; le barbarie di vecchi e nuovi conflitti; le crescenti disuguaglianze sociali, malattie, morti e sofferenze evitabili di milioni di persone, corruzione, abusi e prevaricazione, sono in gran parte prodotto di una società che promuove la competizione, la massimizzazione del profitto e la mercificazione di ogni relazione umana.

Perché la navicella possa proseguire tranquilla il suo viaggio siderale, il mio augurio è a impegnarci per il bene comune e l’interesse collettivo. Facciamo prevalere la cooperazione sulla competizione; la qualità, sulla quantità; l’essere sull’apparire. Usiamo con parsimonia le risorse naturali ed evitiamo ogni spreco. Valorizziamo la cultura, il sapere, le bellezze naturali, contro ogni logica utilitarista.

Difendiamo, insieme e con coraggio, la Vita e il futuro della Madre Terra e di ogni sua/o abitante.

Auguri!

Eduardo

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Conflitti e salute: il 90% delle vittime sono civili, la prevenzione sta nel ridurre le disugiaglianze

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Ebola. La prevenzione è sociale.

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Scoutismo scuola di vita

valori-scoutMi sembra molto importante condividere il bellissimo contributo di Carla Collicelli pubblicato su Avvenire il 17 agosto 2014

L’attenzione riservata dai mass media agli scout del’Agesci in questo agosto 2014 rappresenta un evento inusuale per chi segue la cronaca estiva delle manifestazioni e dei raduni, incontri sempre importanti e significativi per la comprensione del clima e dei sentimenti diffusi nel paese. Soprattutto chi guarda con apprensione e speranza agli umori della componente giovanile della società, ed in particolare a quelli dei gruppi giovanili di ambito cattolico, non può non essere stato colpito dalla nuova visibilità tributata al movimento scout nella stampa nazionale e nei principali canali televisivi in occasione della Route nazionale di San Rossore.
Non che lo scoutismo cattolico non abbia già avuto modo di guadagnare in passato stima e simpatie, per l’azione educativa che svolge nei confronti delle fasce giovanili dagli 8 anni in poi secondo un modello di formazione ed uno stile comunitario originali e completi. Dalle regole di vita della legge scout alla capacità di orientarsi e muoversi con sicurezza nella natura; dalla organizzazione in piccoli gruppi alla pratica del servizio a favore dei più deboli; dalla espressione di se’ attraverso il canto e la recitazione alla spiritualità; dallo sviluppo delle competenze individuali al cammino come scuola di vita. Fino ad oggi, però, quella stima e quella simpatia hanno trovato riconoscimento in una cerchia relativamente ristretta di ambienti sociali, mentre al di fuori di essi il movimento scout viene spesso visto come una sorta di curiosa anomalia, rispetto alle mode ed alla “normalità” della condizione giovanile nel sul complesso, un qualcosa da guardare con ammirazione ma anche con un po’ di sospettoso distacco. Perché mentre il mondo va verso l’individualismo consumistico, gli scout insegnano la comunità, la governance partecipativa e ferma e il valore della strada e del progresso per piccoli passi. Mentre i giovani sviluppano un desiderio per lo più scomposto di emozioni di facile e superficiale consumo, gli scout insegnano la riflessione, l’impegno, la spiritualità e la ricerca di se’. Mentre il mondo va verso un intellettualismo sterile e verso la fuga nel virtuale, gli scout insegnano la manualità, lo sforzo fisico, la vita nella natura. Mentre tutto sembra spingere verso un pessimismo cosmico, gli scout predicano l’ottimismo della volontà. Mentre le generazioni si allontanano e la trasmissione della vita e dei valori sembrano non interessare più, gli scout parlano di scambio intergenerazionale e di educazione attraverso l’esempio.
Sarebbe interessante, ma lungo e complesso, interrogarsi sui motivi della nuova visibilità (la numerosità dei partecipanti, la presenza del presidente del Consiglio). Vale piuttosto la pena chiedersi cosa possiamo aspettarci da questa nuova visibilità o cosa ci auguriamo che avvenga. Le potenzialità dei media oggi sono una realtà di fatto, ma non sempre la connessione tra sociale vissuto ed amplificazione da parte dei mezzi di comunicazione di massa produce gli effetti desiderati, come si deduce da ciò che è accaduto con i Social network e con alcuni recenti movimenti di espressione sociale e politica (nucleare, ecologia, indignados, popoli viola, ecc.).
Sarebbe davvero un bel risultato se la maggiore visibilità e comprensione del movimento scout, da parte di gruppi sociali che poco lo conoscono, desse vita ad una riflessione meno scontata su tre aspetti centrali per la vita comunitaria. Innanzitutto l’importanza del lavoro da effettuare su se stessi, e quella dei cambiamenti che una educazione sana può facilitare dall’interno nella persona umana, ed il valore dell’educazione a differenza di forme di movimentismo strumentali alla conquista di posizioni di potere. In secondo luogo il valore della contaminazione con la diversità, sia che si tratti degli emarginati, che dei portatori di handicap o degli avversari politici. Infine il significato della reciprocità, come volano per una forza innovativa coraggiosa, quella che passa attraverso il riconoscimento delle competenze come base per la gestione di processi comunitari di sviluppo, da contrapporre a molte delle consuetudini regressive in uso delle organizzazioni del nostro tempo.

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Fermiamo il massacro a Gaza

050807-PalestinaQuando nel 2005 visitai la Palestina da Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout, sulla lavagna di una sede degli scout palestinesi scrissi un messaggio di speranza e solidarietà, per quei fratelli e quelle sorelle, e quel popolo che lo Stato di Israele obbliga all’isolamento e a sofferenze quotidiane. Agli Scout israeliani, come ai loro fratelli scout palestinesi chiesi di adoperarsi per la Pace. Oggi rivolgo l’appello nuovamente a loro e a tutti gli Scout del mondo. Fermate il massacro a Gaza! Fermate la reazione a catena! Lo Scout è amico di tutti e fratello/sorella di ogni altro Scout. Gli Scout di tutto il mondo se soon fedeli alla loro Promessa, ora devono alzare la voce per fermare il massacro. Essere Scout è essere Costruttori di Pace e la Pace non si costruisce con la guerra. Fermate il massacro a Gaza. Se vuoi la Pace costruisci la Pace.

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Oltre l’ “aiuto” oltre la crescita. Cooperazione per lo sviluppo

Intervento in occasione dell’evento “Cooperazione italiana allo sviluppo: Semestre europeo, Expo e Agenda Post-2105″. Fondazione Roma Sapienza, Roma 4 giugno 2014.

“Quale cooperazione per quale sviluppo?” è la domanda cui deve rispondere il legislatore nel ripensare la cooperazione “come parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia” nel processo di riforma recentemente avviato….

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Round Table: Management of International Institutions and NGOs: perspectives, practices and challenges

GSDIOMBA-Alumni

On the occasion of the publication of the book

“Management of Institutions and NGOs: Frameworks, Practices and Challenges” by Eduardo Missoni and Daniele Alesani (London, Routledge, 2014)

 The Geneva School of Diplomacy and the International organizations MBA (IOMBA) Alumni Association are pleased to invite you to a Round Table on

“Management of International Institutions and NGOs: perspectives, practices and challenges”

Monday 26 May, 12:30-14:00

De Sales building, Geneva School of Diplomacy, Château de Penthes, 18, chemin de l’Impératrice, 1292 Pregny/Geneva

 Chair:

Mr Colum Murphy, President Geneva School of Diplomacy

Discussion with:

  • Mr Remo Lalli, Secretary of the High Level Committee on Management, United Nations Chief Executive Board for Coordination
  • Ms Helen Evans, Chief Executive Officer, Global Alliance for Vaccination and Immunization
  • Mr Juan Luis Coderque Gallico, Programme Leader Corporate Support Group, ICRC
  • Mr Paolo Cuculi, First Counselor, Permanent Mission of Italy to the United Nations

and the authors.

Light refreshment will be provided

Seating is limited – to RSVP please contact obolvary@iomba.ch

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Margherita Gabrielli “Antologica 1916-2007″

invito senza logo

Margherita, filosofa, storica dell’arte, pittrice, terapeuta, è l’ultimo anello di raccordo con la storia dell’antica famiglia dei conti Gabrielli da Gubbio e gelosa custode di quelle memorie, ma anche il punto di arrivo della tradizione artistica tedesca del ramo materno della famiglia. Fusione di culture di cui una Napoli ancora antica e ispiratrice di numerosi artisti d’oltralpe, aveva favorito l’incontro. Inizia lì un “cammino verso l’arte” che da paesaggi mediterranei dai tratti impressionisti, evolve attraverso intime, straordinarie esperienze, verso orizzonti prima sconosciuti, fino alle opere più recenti dove protagonisti sono ormai solo colori e movimenti che originano direttamente dall’anima. E la pittura di Margherita, come le sue altrettanto straordinarie rivelazioni storico-artistiche, ci introducono a una dimensione spirituale che l’umanità deve ancora percorrere.

Affascinato fin da piccolo dai suoi racconti, dalle sue indagini, dalle sue sperimentazioni con i colori, dalle sue intuizioni, dalla purezza del suo lavoro fortunatamente non contaminato dalla trivialità del mercato dell’arte; convinto che difficilmente la sua opera pittorica potrà essere compresa appieno senza conoscere le esperienze e le sensazioni che hanno ispirato i suo quadri più significativi, ho spinto Margherita a darne diretta testimonianza.

Riposto il pennello, le carte e i colori, la zia Margherita torna così a dipingere emozioni.

Nota introduttiva  di Eduardo Missoni a: “Cammino verso l’arte” di Margherita  Gabrielli

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