36 anni fa in Nicaragua iniziava la Campagna di alfabetizzazione

Marzo 1980. Arrivavo in Nicaragua. Iniziava in quei giorni la campagna di alfabetizzazione. Così la raccontavo nel mio libro Misa Campesina.

“Il raccolto dei fagioli procedeva bene. Le pianticelle, strappate dal terreno con tutte le radici e riunite al centro del campo, si erano seccate al sole. Ora i contadini battevano sui piccoli mucchi con un bastone, raccogliendo in un telo i fagioli che saltavano fuori dalle loro guaine. Quei fagioli costituivano il pasto base della popolazione locale e di qualche malcapitato volontario italiano.
Anche la “crociata” di alfabetizzazione era andata bene e gli studenti dopo sei mesi nella montaña da insegnanti, stavano ora rientrando in città. A Terrabona era stata organizzata una grande festa di chiusura. Ancora una volta le brigadas di alfabetizzatori sfilarono per il paese, ognuna preceduta da uno striscione o un cartellone con il nome della comunità dove avevano prestato il proprio servizio. I brigadistas entrarono in paese cantando o gridando consignas, le loro cotonas grigie ormai scolorite. Per molti studenti cittadini l’alfabetizzazione fu la prima occasione per scoprire un’altra parte, così diversa, del proprio paese. Una mondo che in certi ambienti, si preferiva non conoscere se non atraverso un’immagine folcloristica. Molte famiglie benestanti non avevano permesso che i propri figli partecipassero a quella mobilitazione nazionale.
La piazza dinanzi alla chiesa si riempì di ragazze e ragazzi.
“Puño en alto; libro abierto!” il grido echeggiava in tutto il paese.
Il sagrato della chiesa “di” padre Jorge, tornò ad essere il palco per l’ “acto político cultural” con l’alternarsi dei discorsi dei responsabili locali della cruzada e semplici rappresentazioni teatrali. Anche Toño -il coordinatore della Giunta di Terrabona- prese la parola e con l’occasione comunicò la nomina di Salomé – l’amico di El Rincon – a membro della Giunta in rappresentanza dell’area rurale. La musica si protrasse fino a tarda notte.
“Terrabona: territorio liberado del analfabetismo!”. Forse non del tutto. Quelle percentuali – che su base nazionale sommavano ad uno straordinario e forse improbabile 12% residuo di popolazione analfabeta – non erano a volte del tutto affidabili. Forte era stata la tentazione in molti brigadistas di mostrare risultati migliori di quelli effettivamente ottenuti nel proprio lavoro di alfabetizzazione. In una gara di orgoglio, peraltro senza alcun premio in palio, avevano talvolta chiuso un occhio nel valutare i risultati della prova finale dei loro alunni. Certo è che dovetti continuare a prescrivere farmaci usando opportuni disegnini.
Era altrettanto certo però che quegli ottantamila giovani relegati per cinque mesi nella montaña con i campesinos, rappresentavano un segno tangibile della volontà di cambiamento.
Purtroppo anche la Cruzada de alfabetizaciòn ebbe i suoi martiri. L’assassinio di Georgino Andrade, il primo degli alfabetizzatori uccisi dalla contra, indicò che c’era chi il cambiamento non lo gradiva affatto La ex-guardia nazionale somozista si stava riorganizzando in bande armate, che avrebbero ben presto trovato nel nuovo presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, il principale sostenitore.
Alcune famiglie contadine che avevano ospitato quei ragazzi nelle loro case per quel periodo, li vollero accompagnare fino a Terrabona; al momento di salutarsi la commozione era forte. I brigadistas lasciavano tra quelle montagne genitori, sorelle e fratelli adottivi.”

 

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Videomemorie di un 19 di luglio…

Nel fare ripulisti ho trovato dei vecchi filmini… oggi ricorre l’anniversario del trionfo della rivoluzione sandinista in Nicaragua. Ho collegato le immagini il racconto di quella giornata che faccio nel mio libro Misa Campesina. Buona visione e buon ascolto! (il video è in spagnolo, ma il libro esiste anche in italiano!)

 

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Nuova edizione di un classico della salute globale

Elementi_2_prima_di_copertinaElementi di Salute Globale

Globalizzazione, politiche sanitarie e salute umana

Nuova edizione aggiornata

Eduardo Missoni e Guglielmo Pacileo
Prefazione (alla prima edizione) di Giovanni Berlinguer
Franco Angeli, 2016

Lo studio delle interazioni tra il processo di globalizzazione e la salute umana è l’oggetto di un’area di ricerca, formazione e di pratiche interdisciplinari consolidatasi negli ultimi quindici anni, che diversi autori ormai individuano come “Salute Globale” differenziandola dai più tradizionali studi di “sanità pubblica internazionale”.
Il testo, che si propone di iniziare allo studio della salute globale, guarda alla salute nella sua accezione più ampia, non solo come condizione fisica e mentale dell’individuo, ma anche nella sua correlazione con lo stato di benessere sociale. L’approccio quindi è interdisciplinare: affronta il tema in una dimensione transnazionale e globale, dove i determinanti sociali, economici e politici si intersecano tra loro con crescenti complessità al di là dei confini e delle relazioni bilaterali e multilaterali tra gli Stati nazionali al cui controllo sono sempre meno soggetti.
Dopo aver accompagnato generazioni di studenti Elementi di salute globale giunge finalmente a una necessaria seconda edizione, rivista, aggiornata e ampliata, che speriamo continui a risultare utile sia a chi per la prima volta si avvicina alle tematiche globali sia a chi, già in possesso di alcune nozioni, desideri riordinare i concetti acquisiti o orientarsi con più facilità nell’analisi del fenomeno in questione. Acquista

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Allerta Zika – intervenire sui determinanti

Il primo febbraio 2016 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato l’allerta globale per l’epidemia di virus Zika.

Questa infezione è trasmessa da zanzare del genere Aedes che trasmettono anche altre malattie virali come il dengue, la febbre gialla e il chikungunya. L’attuale distribuzione della malattie trasmesse da Aedes è legata a storici movimenti di persone e merci (la zanzara raggiunse le Americhe grazie al mercato transoceanico degli schiavi).  La diffusione delle zanzare Aedes è stata facilitata dalla crescita delle disugaglianze e la concentrazione di masse crescenti di popolazione che vivono in infime in condizioni igieniche, in infinite periferie urbane: senza accesso all’acqua corrente, senza sistemi di drenaggio delle acque reflue, senza sistemi fognanti, senza accesso a cure sanitarie, in mezzo a montagne di rifiuti e ricettacoli plastici frutto di un modello di sviluppo basato sull’obiettivo di una crescita economica indiscriminata e, per definizone, insostenibile. E’ stato anche dimostrato che le aree urbane non solo solo il luogo privilegiato della trasmissione delle malattie virali trasmesse da Aedes, ma – almeno nel caso del dengue – facilitano anche la crescita di ceppi virali con un accresciuto potenziale epidemico.

La risposta (principale) non è la ricerca di un vaccino, ma un radicale cambiamento di rotta per la trasformazione di sistemi sociali non solo iniqui, ma insostenibili. Un primo, piccolo passo dovrebbe essere quello della creazione di condizioni di vita umane nella vaste periferie urbane del mondo.

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Roma – Giovani italiani nelle Nazioni Unite una storia lunga oltre 40 anni (14.12.15) – Intervento di Eduardo Missoni

 

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Auguri!

Natale 2015 – Capodanno 2016                                            Navidad 2015 – Año Nuevo 2016

(sigue texto en español)

Care amiche, cari amici,
la mia famiglia ha antiche radici marinare. Mio padre, ultimo “capitano de mar” della sua stirpe è salpato quest’anno facendo rotta verso l’infinito. Da lui ho tratto l’insegnamento “traccia la tua rotta verso orizzonti lontani e poi mantieni ferma la barra in quella direzione”, e ho appreso la generosità, anche le sue ultime parole sono state: “C’è qualcosa che possa fare per te?”
Oggi l’umanità non naviga in acque tranquille, e sembrerebbe che abbia perso la bussola. Inebetita dal mantra della crescita economica, che obbliga incessantemente a consumare in modo indiscriminato, indipendentemente dai veri bisogni delle persone e delle comunità, l’umanità è schiava di interessi economici globalizzati e soffre le conseguenze di quel modello di “sviluppo”: crescenti disuguaglianze nella distribuzione delle risorse, conflitti armati e tensioni sociali, degrado ambientale, drammatici cambiamenti climatici.
Confrontandomi con i miei amici più giovani ne condivido la necessità di poter sognare e progettare un avvenire diverso. Per questo auguro a noi tutti di non rassegnarci a un mondo che non è come lo vorremmo. C’è sicuramente qualcosa che possiamo fare per gli altri, per l’umanità intera e quella che c’è in ogni persona, per il Pianeta che è di tutti e al quale tutti apparteniamo. Immaginiamo un futuro diverso e sapremo anche disegnare la rotta verso quell’orizzonte. Teniamo ferma la barra etica dei nostri valori e navigheremo certamente nella giusta direzione. Auguri! e … Buon vento nel 2016!

Eduardo

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Navidad 2015 – Año Nuevo 2016

Queridas amigas y queridos amigos,

mi familia es de antiguas tradiciones marineras. Este año mi padre, el ultimo “capitán de mar” de su estirpe zarpó poniendo la ruta hacia el infinito. El me enseñó “traza tu ruta hacia horizontes lejanos y mantén firme el timón en aquella dirección”, y de él aprendí la generosidad: “Hay algo que pueda hacer para ti?” fueron también sus últimas palabras.
Hoy la humanidad no navega en aguas tranquilas , y parece haber perdido la brújula. Atontada por el mantra del crecimiento económico que obliga a consumir incesante e indiscriminadamente, sin relación con las verdaderas necesidades de las personas y de las comunidades, la humanidad es esclava de intereses económicos globalizados y sufre las consecuencias de aquel modelo de “desarrollo”: crecientes desigualdades en la distribución de los recursos, conflictos armados y tensiones sociales, degrado medioambiental y dramáticos cambios climáticos.
Dialogando con mis amigos más jóvenes, comparto con ellos la necesidad de poder tener chance de soñar y proyectar un porvenir distinto. Por eso deseo a todos nosotros de no resignarnos a un mundo que no es como lo quisiéramos . Seguramente hay algo que podemos hacer para los demás, para la humanidad entera y la que hay en cada persona, para el Planeta que es de todos y al cual todos pertenecemos. Imaginemos un futuro distinto y sabremos también trazar la ruta hacia aquel horizonte. Tengamos firme la barra del timón ético de nuestros valores y seguramente navegaremos en la dirección correcta.
Mis mejores deseos! Y … Buen viento y buena mar en el 2016!

Eduardo

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Scout con “S” (mayúscula) – en español

Foro Nacional de Jóvenes – Argentina 10 Octubre 2015

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La salute principale obiettivo di sviluppo sostenibile “Perché nessuno resti indietro”

Relazione tenuta in occasione della presentazione del numero della rivista “Sistema Salute” del Centro Sperimentale per la Promozione della Salute e l’Educazione Sanitaria (CESPES) dell’Università degli Studi di Perugia, tenutasi il 23 Settembre 2015

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La prossima “Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo”

Cooperazione_ItalianaNon si sa ancora chi dirigerà la nuova Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, intanto però desidero condividere l’introduzione, la missione e la visione delle linee programmatiche che ho proposto, magari perché ispirino la persona che sarà chiamata a dirigerla.

Dalle mie “Linee Programmatiche”

 

Introduzione

Con la legge 11 agosto 2014, n.125 l’Italia si è dotata di nuovi strumenti per un suo rinnovato ruolo nella cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile, i diritti umani e la pace, e qualificare con quello la sua politica estera.

Per l’attuazione delle politiche di cooperazione allo sviluppo la legge 125/2014 ha istituito l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo (art. 17). Le linee generali di funzionamento e i principi di organizzazione dell’Agenzia sono stabiliti nello Statuto dell’Agenzia varato con successivo decreto 22 luglio 2015, n. 113, del MAECI. E’ stato inoltre adottato il Documento triennale di programmazione e d’indirizzo nell’ambito delle cui direttive l’Agenzia dovrà operare, assicurandone l’attuazione per quanto di sua competenza come ente esecutore e finanziatore.

Perché possa essere assicurata la necessaria funzionalità dell’Agenzia entro la data di “piena operatività” (1 gennaio 2016) e poter quindi assumere la responsabilità del ruolo che la Legge le affida, la medesima dovrà in prima istanza dotarsi degli strumenti regolamentari e organizzativi interni previsti dallo Statuto. Data la ristrettezza dei tempi, per evitare che tali regolamenti soffrano di rigidità e per favorire l’innovazione dovranno essere previsti strumenti di agile adattamento sulla base di procedure di analisi e verifica d’impatto.

L’assetto organizzativo, funzione degli obiettivi dell’Agenzia tenuto conto di condizioni e limiti di partenza, è certamente importante, ma le organizzazioni si fondano sulle persone. Il buon funzionamento del sistema, dipende dalla conoscenza, dall’esperienza e dalla motivazione, ma soprattutto dall’etica che caratterizza le scelte e l’azione di tutte le persone a diverso titolo coinvolte. In tal senso, anche al fine di utilizzare al meglio tutte le risorse (formali, informali, tecniche, economiche, culturali) di cui il sistema dispone, sarà fondamentale costruire e mobilitare la collaborazione fattiva, onesta e trasparente tra le persone che costituiranno l’Agenzia, non ché tra questa, il MAECI e gli altri soggetti pubblici e privati del Sistema italiano di cooperazione allo sviluppo, intorno alla strategia di cambiamento necessaria al conseguimento degli obiettivi che la Legge ha definito, di cui l’Agenzia costituisce un perno essenziale.

Missione

Dare attuazione alle politiche di Cooperazione allo sviluppo contribuendo, nei limiti e secondo il mandato stabiliti dalla corrispondente normativa, ad affermare il ruolo dell’Italia nel più ampio contesto dell’agenda globale 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Visione

L’Agenzia italiana di cooperazione allo sviluppo è riconosciuta in Italia, nei paesi partner, a livello europeo e a livello globale come un partner affidabile ed efficace nel dare compimento, per quanto di sua competenza, agli impegni assunti dall’Italia per lo sviluppo sostenibile, i diritti umani e la pace. Un’organizzazione efficiente, altamente decentrata, prossima ai bisogni delle popolazioni; che interagisce efficacemente con le istituzioni locali e gli altri partner nei territori e nelle sedi internazionali in cui opera, e con tutti gli altri soggetti del Sistema italiano di cooperazione allo sviluppo, alla cui coerenza contribuisce; determinata nell’applicazione dei principi di appropriazione, allineamento, armonizzazione, gestione basata sui risultati, e di responsabilità reciproca internazionalmente adottati. Un’organizzazione di elevata professionalità, trasparente, aperta all’innovazione, basata sulla condivisione della conoscenza, capace di rispettare e valorizzare le diversità, centrata sulle persone e ispirata dai più alti valori etici.

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ll Teatro fa bene – un interessante progetto per la salute in Mozambico

Venerdì 23 ottobre 2015 presso la CasaCorriere all’Expo di Milano è stato presentato il progetto “Il teatro fa bene” che ho commentato insieme a Jacopo Fo e Iacopo Patierno, creatori del progetto, e Filippo Uberti, Segretario generale di ENI Foundation, in un incontro moderato da Giuseppe Sarcina, editorialista del Corriere della Sera.

Qui sotto il video integrale dell’evento (miei interventi dal minuto 16:15 al minuto 22:19, e dal minuto 47:27 al minuto 53:17)

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